Allenatore

Fioravante BALDI - poi Aldo CAMPATELLI

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Stagioni: 
1953-1954
Note biografiche: 
                                                                            Fioravante Baldi
Fioravante Baldi (Basilea, 14 gennaio 1913-?,?...)  è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Ha esordito in Serie A con la maglia del Torino il 30 settembre 1934  in Torino-Triestina (3-1). Allenò in due riprese il Torino, nella stagione 1956-1957 e l'anno dopo, nella stagione 1957-1958, quando subentrò a Blagoje Marjanovic; da allenatore del Palermo fu esonerato durante l'ultima giornata di campionato della stagione 1960-1961, giocata a Foggia, fra il primo e il secondo tempo.

Aldo Campatelli 
Aldo Campatelli  (Milano, 7 aprile 1919 – 1984) fu allenatore del Lanerossi Vicenza nella stagione 1953-54 subentrando a Fioravante Baldi il 28 ottobre 1953. In questa stagione fu grande protagonista della promozione in serie A. Nella stagione seguente, 1954-55, porta il Lanerossi Vicenza a conquistare una sofferta salvezza, ma alla fine ottiene un nono posto finale davvero sorprendente. Al termine della stagione chiude però la sua esperienza per fine contratto. Nella stagione 1965-66 torna a Vicenza, voluto dal nuovo consiglio della società presieduto dal dott. Delio Giacometti e si sceglie quale suo secondo Toni Pin che pur non giocando attivamente, era rimasto in qualità di collaboratore. In questa stagione porterà la squadra ad un magnifico sesto posto con Vinicio capo cannoniere d'Italia. Nella stagione seguente (1966-67), il dott. Giacometti riconferma Aldo Campatelli alla guida tecnica della squadra, ma non finirà il campionato, che va quasi a rotoli e viene sostituito prima da Toni Pin e successivamente da Berto Menti che riuscirà a portare la squadra alla salvezza.

 

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Aldo Campatelli (Milano, 7 aprile 1919 - 1984) è stato un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
Esordisce giovanissimo in serie A il 22 novembre 1936 (Ambrosiana-Torino 1-0 ) con la maglia dell'Inter, società a cui rimane legato per gran parte della sua carriera. Inizia a giocare attaccante , per poi arretrare il suo raggio d'azione a centrocampo. A 20 anni è gia titolare della squadra nerazzura e ben presto si guadagna la convocazione in Nazionale , in cui esordisce l'11 giugno 1939 (Romania - Italia 0-1). Esempio di fedeltà alla maglia, per anni è una colonna insostituibile della metàcampo interista. In nerazzuro gioca ben 297 partite realizzando 39 reti. Alla fine della stagione1949/50, dopo aver vinto due scudetti e una Coppa Italia, lascia la squadra nerazzura per trasferirsi al Bologna, dove gioca tre stagioni. Conta 7 presenze in azzurro e partecipa ai mondiali brasiliani del 1950.
Appesi gli scarpini al chiodo , Campatelli comincia la carriera da allenatore. È chiamato a piu riprese a guidare la sua Inter. Non è ancora la Grande Inter di Angelo Moratti e i risultati perciò non sono sempre fortunati. È anche allenatore di Lanerossi Vicenza e Genoa.
Ordine alfabetico: 
B

Fulvio BERNARDINI

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Data di nascita: 
28/12/1905
Comune di nascita: 
Roma
Stagioni: 
1951-1953
Note biografiche: 

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Fulvio Bernardini (Roma, 28/12/1905 - Roma, 13/01/1984)  è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo portiere prima e centrocampista poi.

Chiamato dai tifosi Fuffo, Professore o Dottore per la sua istruzione (era laureato in Scienze economiche), fu anche il primo giocatore militante in Lega Sud a essere convocato in nazionale. Giocò nella Lazio, nell'Inter, nella Roma e nella M.A.T.E.R. e allenò tra le altre Fiorentina e Bologna vincendo due scudetti. Il centro sportivo di Trigoria, sede ufficiale della Roma, è intitolato a lui.

Iniziò la sua carriera nella Lazio con la quale debuttò il 19 ottobre 1919 in una partita valevole per il Torneo Canalini contro l'Audace. Bernardini, che aveva in precedenza giocato nel ruolo di portiere in una squadretta di quartiere (l'Exquilia), prima di entrare nella Lazio voleva fare un provino con la Fortitudo ma trovando il cancello chiuso decide di andare alla Lazio. Inizialmente giocava come portiere poi a partire dal 1921 cambiò ruolo e divenne un attaccante. Ci sono discordanze sui motivi della sua scelta di cambiare ruolo. Secondo il libro 80 anni di passione: la storia della Roma dal 1926 al 2006 Bernardini avrebbe deciso di cambiare ruolo a causa dei ben quattro gol subiti nella partita Naples-Lazio 4-2. Secondo altre fonti invece Bernardini decise di cambiare ruolo e diventare attaccante a causa di un grave scontro di gioco, avvenuto in Fortitudo-Lazio, che gli fece perdere i sensi ed alle successive pressioni della famiglia preoccupata.

Con la Lazio si mise in luce e nel 1922-23 raggiunse con la sua squadra la finalissima scudetto contro il Genoa. La squadra genovese era nettamente più forte e vinse facilmente per 4-1 e 2-0, ma i giocatori del Genoa rimasero stupiti dalla classe di Bernardini e il capitano genoano Renzo De Vecchi gli fece addirittura i complimenti e gli predisse un grande futuro.

Debuttò in nazionale il 22 marzo del 1925 nella partita Italia-Francia. Fu il primo giocatore romano e centromeridionale a ricevere l'ambito onore di indossare la casacca azzurra.

Quando si accorse di essere l'unico calciatore ad incarnare i valori sportivi dello spirito dilettantesco decise di provare il salto verso Milano.

Nell'estate del 1926 passò all'Inter di Luigiu Cevenini. Fu lui a scoprire il giovanissimo Giuseppe Meazza. Bernardini si fermava spesso, dopo gli allenamenti, a guardare le partite delle squadre giovanili dell'Inter e rimase profondamente impressionato dal centravanti della Primavera nerazzurra. Insistette presso l'allenatore della prima squadra, Arpad Weisz, perché lo aggregasse alla prima squadra. Weisz decise quindi di visionare Meazza e si convinse che il suo centromediano non aveva esagerato: nel 1927 Meazza fu aggregato alla prima squadra, entrandovi (a 16 anni, caso più unico che raro) da titolare fisso. Meazza riconoscerà sempre, in seguito, il suo debito di gratitudine verso il suo scopritore.

In seguito Bernardini venne acquistato dalla Roma nel 1928 che guidò dal 1928 al 1939, nel ruolo di centromediano. Fu anche capitano della sua squadra, pare su specifica richiesta di Attilio Ferraris IV. Non ottenne mai vittorie con la Roma, pur sfiorando uno scudetto, ma costituì l'anima insostituibile della Roma testaccina e combattiva degli anni venti e trenta.

Insieme ad Attilio Ferraris IV costituì una coppia grintosa e carismatica. Aveva un grande senso tattico e tecnico e fu riconosciuto come un grande giocatore prima e allenatore poi. Dotato di un gran sinistro, non disdegnava il destro, era in possesso di un gran tocco di palla e di un buon colpo di testa. Non amava la fisicità del calcio ma l'uso della tecnica: cosa che gli costò paradossalmente il posto nelle nazionali mondiali guidate da Vittorio Pozzo nel 1934 e nel 1938 per "eccesso di intelligenza calcistica" che non sarebbe stata adeguatamente capita e messa a frutto dalle "maschie" compagini guidate dall'allenatore italiano.

Ha collezionato in tutto 286 presenze in maglia giallorossa, segnando ben 45 reti.

Pochi mesi dopo l'addio al calcio di Bernardini, la Roma traslocò anche dallo stadio di Testaccio. Era la fine di un'epoca.

Nel 1950 Bernardini tornò alla Roma in veste di allenatore, ma la sua avventura fu interrotta da un brusco esonero. Allenò quindi la Reggina in serie C e il Vicenza  in Serie B, dal 1951 al 1953. 

Successivamente vinse invece lo scudetto alla guida della Fiorentina e del Bologna (prime squadre non-milanesi e non-torinesi in grado di aggiudicarsi fino ad allora i Campionati italiani di calcio nel dopoguerra) e la Coppa Italia del 1958 con la Lazio. 

Bernardini fu latore di un credo calcistico fondato sul "WM elastico" e gli spazi liberi, il quale non si basava sul passare il pallone direttamente al compagno, ma nel lanciarlo in quello spazio libero dove questi era in grado di arrivare prima dell'avversario. Era tuttavia convinto che nel calcio la tattica «non è importante» e che «una squadra forte la fanno soltanto i piedi buoni dei suoi giocatori». Grazie a dette idee e alla summenzionata tattica, che ricorda quella utilizzata dalla vittoriosa Nazionale brasiliana del campionato del mondo 1958, Bernardini riuscì a vincere lo scudetto con la Fiorentina.

Col Bologna conquistò il campionato del 1963-64, offrendo un calcio gradevole e redditizio specie sotto il profilo realizzativo, che consentì di ottenere il record di dieci vittorie consecutive. Il percorso verso la vittoria finale non fu tuttavia agevole: il 4 marzo 1964, durante il girone di ritorno che il Bologna stava giocando ad alti livelli, furono comunicati gli esiti dei test antidoping effettuati un mese prima dopo la vittoria per 4-1 sul Torino, che videro risultare positivi cinque calciatori rossoblu (Fogli, Pascutti, Pavinato, Perani e Tumburus). Bernardini fu accusato di aver somministrato le sostanze proibite a insaputa dei giocatori e squalificato per un anno e mezzo, mentre la squadra ottenne la sconfitta a tavolino per la gara contro il Torino e, in aggiunta, un punto di penalizzazione.

Il ricorso esperito dalla società, che dimostrò di essere estranea alla vicenda, fece sì che i punti le venissero riassegnati, così il Bologna poté agganciare l'Inter in testa alla classifica a tre giornate dal termine. La situazione non mutò e le squadre rimasero appaiate fino all'ultima giornata, rendendo pertanto necessario uno spareggio per l'assegnazione del titolo (tuttora unico caso in Italia). Quattro giorni prima dell'incontro decisivo il Bologna perse il presidente Renato Dall'Ara, che morì per problemi cardiaci, ma a Roma, il 7 giugno 1964, batté l'Inter per 2-0, aggiudicandosi dunque il campionato. Nella circostanza Bernardini indovinò un'importante mossa tattica, schierando il terzino Capra all'ala, in modo da marcare l'attaccante avversario Mario Corso, che di fatto venne neutralizzato.

Nel 1965 Bernardini inizia una lunga carriera a Genova come allenatore della Sampdoria. Il suo affiancamento a "Pinella" Baldini però non basta ad evitare la retrocessione (dopo un famoso rigore non dato contro la Lazio). Ma l'anno successivo guida la cavalcata nel Campionato cadetto e quindi, dal 1966 al 1971 consente la permanenza in Serie A alla Sampdoria. Dal 1971 al 1973 sarà il Direttore Sportivo del Brescia Calcio scoprendo tra gli altri Alessandro Altobelli. Nel 1974 gli venne affidata la Nazionale, che guiderà fino al 1977, quando venne sostituito da Enzo Bearzot.

Ritornerà a Genova dal 1977 al '79 come Direttore Generale della Sampdoria. Poco tempo dopo si ammalerà di morbo di Gehrig (sindrome laterale amiotrofica o SLA) e dopo circa tre anni, il 13 gennaio 1984, morirà a causa di esso, come si evince anche dal certificato di morte. Solo 20 anni dopo verrà data importanza al motivo della sua morte (per altro avvenuta a 78 anni quindi ad un'età in cui la SLA, seppure malattia rarissima, può colpire), per il fatto che a partire dal 2003 il magistrato torinese Raffaele Guarinello sta indagando tra le connessioni tra Calcio e SLA.  

Ordine alfabetico: 
B

Alfredo MAZZONI

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Data di nascita: 
23/02/1908
Comune di nascita: 
Carpi (MO)
Stagioni: 
1950-1951
Note biografiche: 

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Alfredo Mazzoni (Carpi, 23/02/1908 - 1986) è stato un calciatore italiano che ha giocato come centrocampista nelle file del Modena, dell'Ambrosiana Inter, del Genova 1893, del Ravenna, della Roma e della Reggiana.

Cresciuto calcisticamente nel Modena, di cui secondo il Resto del Carlino è tra i migliori giocatori che vi abbiano giocato, ne diventò il più giovane giocatore dopo aver segnato a Pisa, all'età di sedici anni, il primo dei 139 gol segnati per gli emiliani tra le varie competizioni. Passò nel 1931 al Genova 1893, prima di collezionare 5 presenze nell'Ambrosiana Inter vice-campione d'Italia. Torna poi per un anno al Modena, per essere quindi ceduto alla Roma. Chiude la carriera con la maglia del Ravenna, dopo aver militato anche un anno con la Reggiana. Conta inoltre sei presenze in Nazionale B.

Ha esordito in massima serie ad appena 16 anni, con la maglia del Modena.

Dopo aver chiuso la carriera con il Ravenna ne diventò allenatore; vi sfiorò nella stagione 1940-1941 la promozione in Serie B, persa a favore del Pescara solo per il quoziente reti. Passò quindi alla Reggiana. Da allenatore, portò il Modena, nel campionato 1946-1947, al terzo posto nel campionato di serie A, dietro il Grande Torino e la Juve, da cui il distacco fu solo di due punti; durante la stagione la squadra batté in casa il Milan per 2-1, il 24 novembre 1946, la Juventus per 1-0, il 22 dicembre 1946 e l'Inter, ancora per 1-0, il 19 gennaio 1947. Nel 1950 guidò il Vicenza, per passare l'anno successivo al Como; nel 1954 Fulvio Bernardini lo scelse per le squadre giovanili della Fiorentina, dove scopre Giuliano Sarti; per la sua opera a Firenze ottenne il Seminatore d’Oro, quindi tornò a Modena, dove scoprì Giorgio Rognoni.

Ordine alfabetico: 
M

Emilio BERKESSY - poi Wilmas WILHELM

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Stagioni: 
1948-1949
Note biografiche: 

 Emilio Berkessy

Elemér Berkessy - noto anche col nome italianizzato Emilio Berkessy - (Nagyvàrad, Ungheria ora Oradea, Romania, 10 giugno 1896 - Barcellona, 7 luglio 1993) è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese.

Dopo aver iniziato la carriera nelle formazioni rumene del CA Oradea e del Juil Petrosani, viene ingaggiato dal Ferencvàrosi TC, prima di trasferirsi in Europa occidentale, nella Ligue 1 con l'RC Paris, nella Liga con il FC Barcelona, e ritornare in Francia, per chiudere la carriera al Le Havre. 

Wilmas Wilhelm 

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Wilmas Wilhelm, noto anche come Guglielmo Wilhelm (Budapest, 1895 - ...), è stato un allenatore di calcio e calciatore ungherese.

È stato giocatore dell' ACIVI squadra che poi allenerà nella stagione 1923-1924 dal 1929 al 1931 e dal 1948 al 1950 subentrando a Elemèr Berkessy. Nella stagione 1935-1936 allena il Foggia. Inoltre dal 1936 al 1938 fino all'inizio della stagione 1938-1939 e nel 1947-1948 allena il Padova.
 

 
Wilmas Wilhelm o Wilmos Wilheim nato il 25 novembre 1895 a Budapest, ha giocato come half destro dal 1916 al 1928 nel Ferencvàros, una delle più possenti squadre magiare, dove egli ebbe campo di far emergere le sue doti di accorto sostegno, tanto che venne scelto come nazionale in tre partite, due contro la Germania ed una contro la Ceco-Slovacchia. Venuto in Italia fu per breve tempo allenatore all'"Aspe" e poi all' "ACIVI" dove i vicentini hanno avuto modo di conoscere le sue doti di sapiente allenatore, di attaccamento ai giocatori e ai colori biancorossi. Nell'estate del 1923 il Ministero Commercio ed Economia Ungherese indisse un corso di abilitazione e perfezionamento a "trainer". Il corso fu frequentato da 13 candidati e venne superato brillantemente pure dal sig. Wilheim. Gli sportivi di Vicenza, in modo particolare i tifosi, tributarono un plauso ed un elogio all'opera creatrice del sig. Wilheim; per quanto egli fece per l'ACIVI, la quale fece vivere alcune angosciose ore di tormento e regalò pure le frenetiche gioie delle vittorie. Durante le partite, viene ricordato agitarsi, trasformarsi, misurare convulsivamente il campo e...rasserenarsi al grido frenetico della vittoria. Accanto a lui ricordiamo i docili strumenti della vittoria che hanno saputo trarre ammaestramento dagli insegnamenti suoi. La disciplina, l'attaccamento al maestro e ai colori dell'Associazione hanno permesso di realizzare il sogno che da lunghi anni gli sportivi accarezzavano. Nella stagione 1929-30 non fu la fortuna o il felice sorteggio delle partite, come si tentò far credere, che ha influito a portare l'ACIVI in testa al famoso girone D e mantenere quella rispettosa distanza dalle consorelle, si doveva tutto questo al reale e indiscusso valore della squadra. Il merito di essere usciti finalmente di prepotenza dai ranghi che non erano degni dei colori biancorossi, maestri di bel gioco in terra veneta, era dovuto al sig. Wilheim e a tutti gli amati ragazzi. L'elemento uomo non mancava, ma fu anche la costanza, la sagacia e i suoi insegnamenti che hanno plasmato, hanno modellato questo tutto omogeneo.
 
 Wilmos WILHEIM
Ordine alfabetico: 
B

Giovanni VECCHINA - poi Piero SPINATO - poi Emilio BERKESSY

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Stagioni: 
1947-1948
Note biografiche: 

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Giovanni Vecchina

Giovanni Vecchina (Venezia, 16/08/1902 – 1973) è stato un ex calciatore e allenatore di calcio italiano. Ha legato il suo nome per molti anni a quello del Padova, con cui ha disputato numerosi campionati prima del girone unico figurando fra i migliori marcatori del tempo. Arrivato al Padova nel 1924, ha lasciato la squadra veneta solo nel 1930 dopo un ottimo primo campionato nella neonata Serie A. Nel 1930 approdò alla Juventus campione d'Italia e fu per due anni il centravanti titolare dei bianconeri, giocando ancora una volta in nazionale. Vinse tre scudetti prima di passare al Torino dove esordi nella partita Torino-Lazio 1-1, ormai a fine carriera, senza riuscire a lasciare il segno in altre due stagioni. Ha militato nella squadra del Padova che ha giocato nella prima edizione del campionato di Serie A. Ha giocato anche due partite in nazionale. La prima il 2 dicembre 1928 in Italia-Olanda 3-2 a Milano e la seconda il 12 aprile 1931 in Portogallo-Italia 0-2 ad Oporto. Ha intrapreso la carriera di allenatore arrivando a condurre il Rovigo nella stagione 1942-43 dopo essere subentrato a Renato Bottaccini e guidando poi squadre prestigiose come il Vicenza dove fu esonerato il 28 settembre 1947 per lasciare il posto a Emilio Berklessy e il Napoli nella stagione 1947-48 subentrando a Raffaele Sansone.

 



Piero Spinato

Piero Spinato (Vicenza, 07/03/1907 - ...) è stato un giocatore di calcio nel ruolo di centravanti e un allenatore. Ha militato per quasi tutta la sua carriera nel Vicenza Calcio di cui è il miglior cannoniere di tutti i tempi. Iniziò la carriera proprio nella squadra della sua città, con cui esordì in Seconda Divisione nel campionato 1926-27, il 30 gennaio 1927 contro l’Edera Trieste in una batosta memorabile per i biancorossi (finì addirittura 6-0 per i giuliani). Dopo un anno in cui non figurò nella rosa del Vicenza, tornò a giocare in Seconda Divisione l’11 novembre 1928 a Valdagno mettendo a segno una doppietta, ripetendo l’impresa anche la settimana successiva. Dopo aver collezionato 5 presenze in quell’anno, divenne titolare dal successivo. Nel 1929-30 è con Faccipieri fra i mattatori della promozione del Vicenza in Prima Divisione realizzando ben 24 reti nelle 20 partite di campionato (più altre cinque nelle gare poi annullate per ritiro di Trento, Capodistria e Montecatini). Sotto il suo slancio il Vicenza sfiora anche la promozione in Serie B, realizzando nella stagione 17 reti in campionato e 5 nella Coppa Berica (sfida che vede coinvolte le principali squadre della provincia. Nel 1931-32 il suo ruolino di marcia conosce una tregua (5 reti più 2 in partite annullate per i soliti motivi) per portare il Vicenza alla promozione dopo le finali. Tuttavia nel biennio fra il 1933 e il 1935, nelle due stagioni in B, segna solamente 10 reti, per poi rifarsi nella neonata Serie C: nel 1936 mette a segno una serie impressionante di 30 reti in altrettante partite, calando il poker fuori casa con il Trento e addirittura la cinquina contro il Calcio Padova il 15 dicembre 1935 e il Treviso il 1 marzo 1936. Chiude infine la carriera da giocatore nel 1937 con un buon campionato supportato in attacco dal giovane Romeo Menti. Fra i suoi record da giocatore vanno senz’altro ricordati i 121 gol in partite di campionato del Vicenza, record assoluto che sarebbe ancor più grande (da cui le discrepanze con alcune fonti) conteggiando le numerosi reti del centravanti berico contro squadre poi ritiratesi nel corso del campionato (fatto non così raro negli ’20 e ’30.) A questi va aggiunto il fatto di essere stato l’unico giocatore nella storia del Vicenza ad essere capace di segnare cinque reti in una partita (episodio verificatosi ben due volte e nello stesso campionato, a distanza di due mesi e mezzo).

Conclusa la carriera di giocatore iniziò ad allenare in seno alla società biancorossa, incarico affidatogli a metà della stagione 1939-40: Spinato ebbe il grande merito di conquistare prima la promozione in Serie B e, dopo due anni fra i cadetti, quella in massima serie per la prima volta nella storia della società. Dopo una difficile salvezza e la fine della Seconda Guerra Mondiale, guidò la squadra fino al 1946.

 


 

Emilio Berkessy
 
Elemér Berkessy - noto anche col nome italianizzato Emilio Berkessy - (Nagyvàrad, 10/06/1896 - Barcellona, 07/07/1993 – ) è stato un calciatore e allenatore di calio ungherese. Dopo aver iniziato la carriera nelle formazioni rumene del CA Oradea e del Jiul Petrosani, viene ingaggiato dal Ferencvàrosi TC , prima di trasferirsi in Europa occidentale, nella Ligue 1 con l'RC Paris, nella Liga con il FC Barcelona, e ritornare in Francia, per chiudere la carriera al Le Avre. Inizia la carriera di allenatore in Italia, al Vicenza, per poi sedere sulle panchine della Biellese e del Rosignano Solvay.  Si trasferisce quindi in Spagna, al Real Saragoza, diviene poi il primo allenatore straniero ad allenare in Football League, il Grimsby Town; viene poi chiamato alla guida della squadra belga del K. Beershot V.A.C. , prima di far ritorno nella Liga alla guida dell' RCD Espanyol. 
Ordine alfabetico: 
V

Piero SPINATO - poi Giovanni VECCHINA

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Stagioni: 
1946-1947
Note biografiche: 

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 Piero Spinato

Piero Spinato (Vicenza, 07/03/1907 - ...) è stato un giocatore di calcio nel ruolo di centravanti e un allenatore. Ha militato per quasi tutta la sua carriera nel Vicenza Calcio di cui è il miglior cannoniere di tutti i tempi. Iniziò la carriera proprio nella squadra della sua città, con cui esordì in Seconda Divisione nel campionato 1926-27, il 30 gennaio 1927 contro l’Edera Trieste in una batosta memorabile per i biancorossi (finì addirittura 6-0 per i giuliani). Dopo un anno in cui non figurò nella rosa del Vicenza, tornò a giocare in Seconda Divisione l’11 novembre 1928 a Valdagno mettendo a segno una doppietta, ripetendo l’impresa anche la settimana successiva. Dopo aver collezionato 5 presenze in quell’anno, divenne titolare dal successivo. Nel 1929-30 è con Faccipieri fra i mattatori della promozione del Vicenza in Prima Divisione realizzando ben 24 reti nelle 20 partite di campionato (più altre cinque nelle gare poi annullate per ritiro di Trento, Capodistria e Montecatini). Sotto il suo slancio il Vicenza sfiora anche la promozione in Serie B, realizzando nella stagione 17 reti in campionato e 5 nella Coppa Berica (sfida che vede coinvolte le principali squadre della provincia. Nel 1931-32 il suo ruolino di marcia conosce una tregua (5 reti più 2 in partite annullate per i soliti motivi) per portare il Vicenza alla promozione dopo le finali. Tuttavia nel biennio fra il 1933 e il 1935, nelle due stagioni in B, segna solamente 10 reti, per poi rifarsi nella neonata Serie C: nel 1936 mette a segno una serie impressionante di 30 reti in altrettante partite, calando il poker fuori casa con il Trento e addirittura la cinquina contro il Calcio Padova il 15 dicembre 1935 e il Treviso il 1 marzo 1936. Chiude infine la carriera da giocatore nel 1937 con un buon campionato supportato in attacco dal giovane Romeo Menti. Fra i suoi record da giocatore vanno senz’altro ricordati i 121 gol in partite di campionato del Vicenza, record assoluto che sarebbe ancor più grande (da cui le discrepanze con alcune fonti) conteggiando le numerosi reti del centravanti berico contro squadre poi ritiratesi nel corso del campionato (fatto non così raro negli ’20 e ’30.) A questi va aggiunto il fatto di essere stato l’unico giocatore nella storia del Vicenza ad essere capace di segnare cinque reti in una partita (episodio verificatosi ben due volte e nello stesso campionato, a distanza di due mesi e mezzo).

Conclusa la carriera di giocatore iniziò ad allenare in seno alla società biancorossa, incarico affidatogli a metà della stagione 1939-40: Spinato ebbe il grande merito di conquistare prima la promozione in Serie B e, dopo due anni fra i cadetti, quella in massima serie per la prima volta nella storia della società. Dopo una difficile salvezza e la fine della Seconda Guerra Mondiale, guidò la squadra fino al 1946.

 


 

Giovanni Vecchina

Giovanni Vecchina (Venezia, 16/08/1902 – 1973) è stato un ex calciatore e allenatore di calcio italiano. Ha legato il suo nome per molti anni a quello del Padova, con cui ha disputato numerosi campionati prima del girone unico figurando fra i migliori marcatori del tempo. Arrivato al Padova nel 1924, ha lasciato la squadra veneta solo nel 1930 dopo un ottimo primo campionato nella neonata Serie A. Nel 1930 approdò alla Juventus campione d'Italia e fu per due anni il centravanti titolare dei bianconeri, giocando ancora una volta in nazionale. Vinse tre scudetti prima di passare al Torino dove esordi nella partita Torino-Lazio 1-1, ormai a fine carriera, senza riuscire a lasciare il segno in altre due stagioni. Ha militato nella squadra del Padova che ha giocato nella prima edizione del campionato di Serie A. Ha giocato anche due partite in nazionale. La prima il 2 dicembre 1928 in Italia-Olanda 3-2 a Milano e la seconda il 12 aprile 1931 in Portogallo-Italia 0-2 ad Oporto. Ha intrapreso la carriera di allenatore arrivando a condurre il Rovigo nella stagione 1942-43 dopo essere subentrato a Renato Bottaccini e guidando poi squadre prestigiose come il Vicenza dove fu esonerato il 28 settembre 1947 per lasciare il posto a Emilio Berklessy e il Napoli nella stagione 1947-48 subentrando a Raffaele Sansone. 

Ordine alfabetico: 
S

"coppia" Italo FERRERO e Piero SPINATO

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Stagioni: 
1943-1944
Note biografiche: 

Italo Ferrero

...


Piero Spinato 

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Piero Spinato (Vicenza, 07/03/1907) è stato un giocatore di calcio nel ruolo di centravanti e un allenatore. Ha militato per quasi tutta la sua carriera nel Vicenza Calcio di cui è il miglior cannoniere di tutti i tempi.

Iniziò la carriera proprio nella squadra della sua città, con cui esordì in Seconda Divisione nel campionato 1926-27, il 30 gennaio 1927 contro l’Edera Trieste in una batosta memorabile per i biancorossi (finì addirittura 6-0 per i giuliani).

Dopo un anno in cui non figurò nella rosa del Vicenza, tornò a giocare in Seconda Divisione l’11 novembre 1928 a Valdagno mettendo a segno una doppietta, ripetendo l’impresa anche la settimana successiva. Dopo aver collezionato 5 presenze in quell’anno, divenne titolare dal successivo.

Nel 1929-30 è con Faccipieri fra i mattatori della promozione del Vicenza in Prima Divisione realizzando ben 24 reti nelle 20 partite di campionato (più altre cinque nelle gare poi annullate per ritiro di Trento, Capodistria e Montecatini). Sotto il suo slancio il Vicenza sfiora anche la promozione in Serie B, realizzando nella stagione 17 reti in campionato e 5 nella Coppa Berica (sfida che vede coinvolte le principali squadre della provincia.

Nel 1931-32 il suo ruolino di marcia conosce una tregua (5 reti più 2 in partite annullate per i soliti motivi) per portare il Vicenza alla promozione dopo le finali. Tuttavia nel biennio fra il 1933 e il 1935, nelle due stagioni in B, segna solamente 10 reti, per poi rifarsi nella neonata Serie C: nel 1936 mette a segno una serie impressionante di 30 reti in altrettante partite, calando il poker fuori casa con il Trento e addirittura la cinquina contro il Calcio Padova il 15 dicembre 1935 e il Treviso il 1 marzo 1936. Chiude infine la carriera da giocatore nel 1937 con un buon campionato supportato in attacco dal giovane Romeo Menti.

Fra i suoi record da giocatore vanno senz’altro ricordati i 121 gol in partite di campionato del Vicenza, record assoluto che sarebbe ancor più grande (da cui le discrepanze con alcune fonti) conteggiando le numerosi reti del centravanti berico contro squadre poi ritiratesi nel corso del campionato (fatto non così raro negli ’20 e ’30.) A questi va aggiunto il fatto di essere stato l’unico giocatore nella storia del Vicenza ad essere capace di segnare cinque reti in una partita (episodio verificatosi ben due volte e nello stesso campionato, a distanza di due mesi e mezzo).

Conclusa la carriera di giocatore iniziò ad allenare in seno alla società biancorossa, incarico affidatogli a metà della stagione 1939-40: Spinato ebbe il grande merito di conquistare prima la promozione in Serie B e, dopo due anni fra i cadetti, quella in massima serie per la prima volta nella storia della società. Dopo una difficile salvezza e la fine della Seconda Guerra Mondiale, guidò la squadra fino al 1946.

Ordine alfabetico: 
F

Piero SPINATO e Guido KLEIN - poi Italo FERRERO

|
Stagioni: 
1942-1943
Note biografiche: 

Nella stagione 1942-43 il marchese dott. Antonio Roi ritorna alla guida della Società e per prima cosa riconferma Piero Spinato ad allenatore. Ma Spinato dopo un pò si vede affiancato dall'allenatore Guido Klein e a dicembre viene assunto Italo Ferrero. 

Piero Spinato 

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Piero Spinato (Vicenza, 07/03/1907) è stato un giocatore di calcio nel ruolo di centravanti e un allenatore. Ha militato per quasi tutta la sua carriera nel Vicenza Calcio di cui è il miglior cannoniere di tutti i tempi.

Iniziò la carriera proprio nella squadra della sua città, con cui esordì in Seconda Divisione nel campionato 1926-27, il 30 gennaio 1927 contro l’Edera Trieste in una batosta memorabile per i biancorossi (finì addirittura 6-0 per i giuliani).

Dopo un anno in cui non figurò nella rosa del Vicenza, tornò a giocare in Seconda Divisione l’11 novembre 1928 a Valdagno mettendo a segno una doppietta, ripetendo l’impresa anche la settimana successiva. Dopo aver collezionato 5 presenze in quell’anno, divenne titolare dal successivo.

Nel 1929-30 è con Faccipieri fra i mattatori della promozione del Vicenza in Prima Divisione realizzando ben 24 reti nelle 20 partite di campionato (più altre cinque nelle gare poi annullate per ritiro di Trento, Capodistria e Montecatini). Sotto il suo slancio il Vicenza sfiora anche la promozione in Serie B, realizzando nella stagione 17 reti in campionato e 5 nella Coppa Berica (sfida che vede coinvolte le principali squadre della provincia.

Nel 1931-32 il suo ruolino di marcia conosce una tregua (5 reti più 2 in partite annullate per i soliti motivi) per portare il Vicenza alla promozione dopo le finali. Tuttavia nel biennio fra il 1933 e il 1935, nelle due stagioni in B, segna solamente 10 reti, per poi rifarsi nella neonata Serie C: nel 1936 mette a segno una serie impressionante di 30 reti in altrettante partite, calando il poker fuori casa con il Trento e addirittura la cinquina contro il Calcio Padova il 15 dicembre 1935 e il Treviso il 1 marzo 1936. Chiude infine la carriera da giocatore nel 1937 con un buon campionato supportato in attacco dal giovane Romeo Menti.

Fra i suoi record da giocatore vanno senz’altro ricordati i 121 gol in partite di campionato del Vicenza, record assoluto che sarebbe ancor più grande (da cui le discrepanze con alcune fonti) conteggiando le numerosi reti del centravanti berico contro squadre poi ritiratesi nel corso del campionato (fatto non così raro negli ’20 e ’30.) A questi va aggiunto il fatto di essere stato l’unico giocatore nella storia del Vicenza ad essere capace di segnare cinque reti in una partita (episodio verificatosi ben due volte e nello stesso campionato, a distanza di due mesi e mezzo).

Conclusa la carriera di giocatore iniziò ad allenare in seno alla società biancorossa, incarico affidatogli a metà della stagione 1939-40: Spinato ebbe il grande merito di conquistare prima la promozione in Serie B e, dopo due anni fra i cadetti, quella in massima serie per la prima volta nella storia della società. Dopo una difficile salvezza e la fine della Seconda Guerra Mondiale, guidò la squadra fino al 1946.


Guido Klein

da LazioWiki e Wikipedia

Guido Klein (Roma, 21/03/1923). Attaccante. Di padre tedesco e madre italiana, fa il suo esordio nella Fortitudo nel 1941 per poi passare nello Stoccarda nella stagione 1942-43 rimanendovi per 6 campionati. Nell'estate del 1949 gioca alcune amichevoli con la Lazio ma viene ingaggiato dalla Torrese per la stagione 1949-50. Viene poi acquistato dal Catania nella stagione 1950-51 e rimane in rossoblù per sei stagioni, dove è stato a lungo il primatista di reti segnate, a pari merito con Adelmo Prenna, prima di essere superato da Mascara e Spinesi, realizzando 47 reti complessive, di cui 15 nella sola stagione 1950-51.  Ha giocato in Serie A 5 partite nella stagione 1954-55, segnando 1 rete nella sconfitta esterna contro la Roma e 144 incontri con 47 reti in Serie B con Catania e Modena.


Italo Ferrero

...


Ordine alfabetico: 
S

Eraldo BEDENDO - poi Piero SPINATO

|
Stagioni: 
1939-1940
Note biografiche: 
da Wikipedia, l'enciclopedia libera

 
Eraldo Bedendo

Eraldo Bedendo (Rovigo, 10/05/1908 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Centrocampista centrale, crebbe nelle giovanili del Padova con cui esordì nel 1928 in Divisione Nazionale, l'allora massimo campionato italiano. Dopo quattro stagioni tra le file patavine, nel 1932 venne acquistato dal Napoli, con cui disputò tre stagioni in Serie A collezionando 31 presenze. Dopo una parentesi al Livorno, nel 1936 passò al Vicenza dove disputò cinque stagioni prima di ritirarsi. Ha militato nella squadra del Padova che ha giocato nella prima edizione del campionato di Serie A.


 Piero Spinato

Piero Spinato (Vicenza, 07/03/1907 - ...) è stato un giocatore di calcio nel ruolo di centravanti e un allenatore. Ha militato per quasi tutta la sua carriera nel Vicenza Calcio di cui è il miglior cannoniere di tutti i tempi. Iniziò la carriera proprio nella squadra della sua città, con cui esordì in Seconda Divisione nel campionato 1926-27, il 30 gennaio 1927 contro l’Edera Trieste in una batosta memorabile per i biancorossi (finì addirittura 6-0 per i giuliani). Dopo un anno in cui non figurò nella rosa del Vicenza, tornò a giocare in Seconda Divisione l’11 novembre 1928 a Valdagno mettendo a segno una doppietta, ripetendo l’impresa anche la settimana successiva. Dopo aver collezionato 5 presenze in quell’anno, divenne titolare dal successivo. Nel 1929-30 è con Faccipieri fra i mattatori della promozione del Vicenza in Prima Divisione realizzando ben 24 reti nelle 20 partite di campionato (più altre cinque nelle gare poi annullate per ritiro di Trento, Capodistria e Montecatini). Sotto il suo slancio il Vicenza sfiora anche la promozione in Serie B, realizzando nella stagione 17 reti in campionato e 5 nella Coppa Berica (sfida che vede coinvolte le principali squadre della provincia. Nel 1931-32 il suo ruolino di marcia conosce una tregua (5 reti più 2 in partite annullate per i soliti motivi) per portare il Vicenza alla promozione dopo le finali. Tuttavia nel biennio fra il 1933 e il 1935, nelle due stagioni in B, segna solamente 10 reti, per poi rifarsi nella neonata Serie C: nel 1936 mette a segno una serie impressionante di 30 reti in altrettante partite, calando il poker fuori casa con il Trento e addirittura la cinquina contro il Calcio Padova il 15 dicembre 1935 e il Treviso il 1 marzo 1936. Chiude infine la carriera da giocatore nel 1937 con un buon campionato supportato in attacco dal giovane Romeo Menti. Fra i suoi record da giocatore vanno senz’altro ricordati i 121 gol in partite di campionato del Vicenza, record assoluto che sarebbe ancor più grande (da cui le discrepanze con alcune fonti) conteggiando le numerosi reti del centravanti berico contro squadre poi ritiratesi nel corso del campionato (fatto non così raro negli ’20 e ’30.) A questi va aggiunto il fatto di essere stato l’unico giocatore nella storia del Vicenza ad essere capace di segnare cinque reti in una partita (episodio verificatosi ben due volte e nello stesso campionato, a distanza di due mesi e mezzo).

Conclusa la carriera di giocatore iniziò ad allenare in seno alla società biancorossa, incarico affidatogli a metà della stagione 1939-40: Spinato ebbe il grande merito di conquistare prima la promozione in Serie B e, dopo due anni fra i cadetti, quella in massima serie per la prima volta nella storia della società. Dopo una difficile salvezza e la fine della Seconda Guerra Mondiale, guidò la squadra fino al 1946.


Ordine alfabetico: 
B

Andras KUTTIK

|
Data di nascita: 
23/05/1896
Comune di nascita: 
Budapest (Ungheria)
Stagioni: 
1937-1939
Note biografiche: 

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András Kuttik, o, a seconda delle fonti, Kutik (Budapest, 23 maggio 1896 - Agno, 2 gennaio 1970), è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese.

Giocò nei ruoli di centromediano e mezzala nel 33 F.C. Budapest prima di trasferirsi in Italia, dove vestì le maglie di Modena nella Prima Divisione 1923-24 , Pro Patria e Legnano. Nel campionato di Prima Divisione 1926-27, svolgendo il doppio incarico di giocatore e allenatore, guidò la Pro Patria alla storica promozione in Divisione Nazionale prima di trasferirsi al Legnano nella stagione successiva sempre come giocatore e allenatore.

Dopo aver allenato il Verona in Serie B dal 1929 al 1932, il Cagliari in Serie B, la Reggina in Prima Divisione ed il Bari di cui fu allenatore in diversi campionati, allenò l'Aquila nel 1936-37 per riorganizzare una squadra ferita dall'incidente di Contigliano, nel quale morì il suo predecessore Attilio Buratti mentre la squadra stava partendo per giocare la partita Verona-L'Aquila.

Allenò quindi la Lucchese nella stagione 1940-1941; nel 1942-43 guidò il Torino nella stagione al termine della quale la squadra avrebbe conquistato il suo secondo scudetto e la Coppa Italia, prima squadra italiana a vincere nella stessa stagione le due competizioni; tuttavia si dimise dopo la tredicesima giornata del Campionato 1942-43 venendo sostituito da Janni.

Nella stagione 1949-1950 allenò il Foggia ma venne esonerato il 30 ottobre e sostituito da Vincenzo Marsico; tornò sulla panchina rossonera il 28 novembre, per poi essere sostituito nuovamente da Marsico il 16 marzo.

Andràs Kuttik allena l'ACIVI Vicenza dal 1937 al 1939.

Ordine alfabetico: 
K
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