VITALI Alessandro

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Data di nascita: 
06/03/1945
Comune di nascita: 
Cento (FE)
Presenze: 
150
Reti: 
39
Stagioni: 
1968-70/1972-76
Note biografiche: 

Alessandro Vitali, centravanti di 178 cm. per 73 kg. di peso, cresciuto nelle giovanili del Bologna all'ombra di due big come Nielsen e Pascutti, venne dirottato in serie B prima al Catanzaro e poi al Catania per fare esperienza. Per lui, legatissimo alla sua terra, la "Bassa", non fu facile adattarsi ai nuovi ambienti. Ebbe comunque occasione di mettersi in mostra e suscitare l'interesse del Lanerossi Vicenza che lo acquistò nel 1968 dimostrandosi uno degli attaccanti più promettenti e prolifici della serie A. Centravanti di buona fattura, gran combattente, generoso, fortissimo nel gioco di testa, aveva le doti giuste per sfondare. Il suo expolit nella stagione 1969-70 17 reti all'attivo, vice capocannoniere del campionato alle spalle di Riva. Sembrava il trampolino di lancio ideale per una luminosa carriera.

Ma l'anno successivo la squadra veneta lo cedette alla Fiorentina per la ragguardevole cifra di 600 milioni e iniziò per lui un periodo buio. Grintoso sul campo, Vitali era nella vita polemico e ribelle, insofferente alla disciplina, deciso ad essere se stesso e a non scendere a compromessi.

A Firenze non riuscì ad ambientarsi. La piazza si attendeva molto dall'ex vicentino vista la sua alta quotazione di mercato ma lo vide protagonista, assieme alla squadra, di un campionato negativo, nel quale la Fiorentina si salvò solo all'ultima giornata. A sua parziale giustificazione una seria pubalgia che lo tormentò a lungo condizionandone notevolmente il rendimento.

La Fiorentina lo girò al Cagliari l'anno successivo 1971-72 ma anche nell'isola non convinse. Non c'era più la pubalgia a creargli problemi ma l'intesa con Riva non decollò mai. Per lui un'altra stagione deludente e il concreto rischio di entrare nel novero dei " talenti bruciati".

Il ritorno a Vicenza nella stagione 1972-73 non contribuì a fargli ritrovare lo smalto dei tempi migliori. L'anno successivo si fece espellere alla prima giornata di campionato durante la partita Lazio-Vicenza (3-0) per aver picchiato l'arbitro della gara, il signor Branzoni, un gesto che gli costò 8 giornate di squalifica, poi ridotte a 6, un sintomo della poca serenità che ormai lo contraddistingueva. Non riuscì più ad essere il vero valore aggiunto della squadra che, orfana anche dei suoi goal, finì in Serie B.

Alla vigilia del campionato 1977-78 abbandonò il ritiro di Rovereto in aperto contrasto con la Società che gli imponeva di abitare a Vicenza, concludendo la sua carriera.

Chiuse con il calcio professionistico ma non con il calcio. Sentiva la voglia di ricominciare daccapo in un ambito a lui più congeniale lontano da quel mondo che gli aveva dato il successo per poi disilluderlo lasciandogli tanta amarezza. Il progetto di tornare a indossare le scarpette chiodate giocando nella Centese in serie D venne però bruscamente troncato il 26 agosto 1977 all'età di 32 anni quando alla guida della sua Alfa 2000 si schiantò sui platani di una strada alle porte di San Giovanni in Persiceto, morendo sul colpo.

 

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