SAVOINI Giulio

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Data di nascita: 
28/09/1930
Comune di nascita: 
Cressa (NO)
Presenze: 
317
Reti: 
34
Stagioni: 
1953-66
Note biografiche: 

Giulio Savoini, (Cressa, 20 settembre 1930) terzino sinistro-ala, fu acquistato dai dirigenti berici ad inizio della stagione 1953-54, nel primo anno in cui la vecchia ACIVI prende il nome di Lanerossi Vicenza e appare la "R" cucita sulle maglie. Ha legato il suo nome ai colori biancorossi, prima come giocatore, poi come allenatore e collaboratore tecnico.

Titolare nel primo campionato 1953-54 che lo vide esordire il 13 settembre 1953 in Pavia-L.R. Vicenza (0-1), giocò un ruolo da comprimario nel secondo, quello della promozione in serie A, tornando ad imporsi come titolare fisso solo nel 1957-58, quando gli viene anche affidata la fascia di capitano. Proprio in quell'anno fu protagonista di un episodio curioso che ne segnò la carriera. Il 9 febbraio 1958, in occasione della trasferta a Bergamo contro l'Atalanta manca il terzino titolare Capucci e Savoini si propone scherzosamente di sostituirlo. Sceso in campo, è fra i migliori del pesante 4-2 inflitto ai nerazzurri, con le sue incursioni sulla fascia, tanto da essere riproposto come terzino d'attacco fino al termine della stagione.

L'anno successivo segna ben 10 reti, tornato alla sua posizione originaria, ma continuò ad alternare i due ruoli. Guidò il Vicenza al ruolo di provinciale di lusso, conquistando non solo ripetute salvezze ma anche ottimi piazzamenti come due sesti posti nel 1964 e 1966

Infortunatosi ad un ginnocchio, terminò la carriera di giocatore nel 1966 con il record assoluto di 317 presenze in maglia biancorossa. Iniziò ad allenare in provincia, dapprima all'Azzurra Sandrigo, quindi nelle giovanili del Vicenza con gli allievi, gli juniores, la Primavera e collaboratore di Berto Menti e Scopigno e vice allenatore di G. B. Fabbri, Ulivieri e Orrico, nonché allenatore della Prima Squadra nelle stagioni 1980-81, senza comunque poter fare nulla per salvare la squadra dalla retrocessione in serie C1.

Grande merito gli viene attribuito quando gli riesce il compito di agguantare una disperata salvezza nella stagione di serie C1 1989-90; strappa la vittoria contro il Prato all'ultima di campionato e arriva così allo spareggio sul neutro di Ferrara, ancora con i toscani, nuovamente battuti.

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