VALLESELLA Gino

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Data di nascita: 
21/02/1889
Comune di nascita: 
Vicenza (VI)
Presenze: 
75
Reti: 
8
Stagioni: 
1904-15/agosto-ottobre 1919
Note biografiche: 

Gino Vallesella, terzino sinistro, lungagnone dal fisico asciutto, baffi ben curati e con lo sguardo assorto, fu la prima figura carismatica della storia vicentina, un vero capitano, un gentleman, vien da dire, magari ispirati dalla storica istantanea che lo ritrae mentre si aggiusta il cappellino parasole in attesa che i bolognesi battano un calcio d'angolo. Ottimo difensore in campo, dove viene ammirato per la sua perizia nel calciare i rigori, Vallesella trasferisce una vocazione da leader anche in spogliatoio in virtù di una fra le carriere più longeve della storia biancorossa.Fece le sue prime apparizioni in prima squadra a soli 15 anni, nel 1902, disputando varie edizioni del Campionato Veneto. Al momento dell'esordio del Vicenza nel campionato nazionale nel 1911 era già un affermato titolare e arrivò a giocare la finale nazionale per il titolo con la Pro Vercelli.

Fra il 1911 e il 1915 giocò ben 66 partite di campionato consecutive senza ma saltarne una e su 71 gare disputate dal Vicenza in 5 campionati mancò ad un solo incontro.

Sarà una figura talmente importante in questo inizio di attività calcistica in terra berica che il 20 ottobre 1919 si riunisce l'Assemblea generale dei Soci per una duplice cerimonia: commemorare i caduti e porgere un caloroso saluto a Gino Vallesella che si appresta ad emigrare in Sudamerica. Tornerà qualche anno dopo e verrà nominato presidente onorario del Vicenza.

Quella di Vallesella sarà una grande perdita per la squadra e i biancorossi che per un bel pezzo non riusciranno più a costruire una formazione omogenea che ripercorra le magnifiche tappe che vanno dal 1910 al 1915.

Fu protagonista di uno strano episodio raccontato da Giuseppe Tonini: "In una partita del 1913 contro l'Andrea Doria, il terzino Donà commise in area, un fallo intenzionale. Sarebbe stato rigore ma Vallesella che, come sempre era il capitano, approfittando della lontananza dell'arbitro, scostò il colpevole Donà, troppo incerto dato che si sentiva colpevole e, gettandosi in ginocchio davanti al direttore di gara, giurò a gran voce che il rigore era inesistente! L'arbitro, titubante, impressionato dalla sicurezza di Vallesella, finì per accettare questa tesi, evitandoci il peggio e permettendo così i terminare alla pari la partita".

 

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