MENTI Luigi (IV)

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Data di nascita: 
01/10/1934
Comune di nascita: 
Vicenza (VI)
Presenze: 
314
Reti: 
20
Stagioni: 
1953-57/1958-69
Note biografiche: 

 Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera" (ultima modifica 11/12/2013)

Luigi Menti, nato a Vicenza il 01/10/1934, alto 184 cm. per 82 kg. di peso, ala destra, era nipote dei grandi Romeo, Umberto e Mario, essendo figlio di un loro fratello e per questo spesso indicato nelle cronache calcistiche come Menti IV, (il terzo della grande dinastia del calcio vicentino aveva giocato a livello di dilettanti con la Pellizzari Arzignano), giocò per tutta la carriera al Vicenza, tranne una breve parentesi al Padova nel campionato 1957-58.

Venne soprannominato bagolina, nome usato per indicare il bastone da passeggio.

Esordì con la maglia biancorossa nel campionato di serie B il 22 marzo 1953 in Modena-Vicenza (3-0) in un periodo nero per la società berica, che rischiava sia dal punto di visto sportivo la retrocessione in serie C, sia dal punto di vista societario per l'entità dei debiti. Nel giugno seguente avvenne la nota fusione con la Lanerossi dando così vita al Lanerossi Vicenza.

In tre stagioni disputate fra i cadetti Menti collezionò solo 8 partite, anche per il fatto che allora non erano ancora ammesse le sostituzioni. Tuttavia raccolse grandissime soddisfazioni con la Primavera, vincendo per due anni consecutivi, nel 1954 e 1955 il prestigioso Torneo di Viareggio, in una squadra di giovani che poi avrebbero tutti sfondato nel calcio che conta.

Solo con l'approdo in serie A incominciò a giocare con maggior continuità, anche se poi seguirono due campionati quasi completamente a secco: nel 1956-57 una sola presenza contro la Juventus, mentre nel 1957-58 passò al Padova, con cui ancora giocò una sola gara.

Tornato per fine prestito nel 1958, fu quello l'anno in cui si impose come titolare fisso, disputando 30 gare e segnando 6 reti. Va subito in rete alla prima di campionato, ma l'inizio per il Lanerossi è nero: il riscatto verso un buon settimo posto avviene alla sesta di campionato contro il Milan. Menti, schierato in quel periodo all'ala destra, va in rete e alla fine riceve i complimenti del suo idolo da ragazzo, Nils Liedholm, che siede sulla panchina rossonera.

Menti continua a giocare al Vicenza conservando il posto da titolare, nonostante le offerte allettanti della Roma nel 1960 e della Juventus nel 1961, nella quale aveva militato anche lo zio Umberto. Rimane fra i titolari fino al 1967, vivendo le migliori annate del Lanerossi, con il sesto posto del 1964 e del 1966.

Lascia il calcio nel 1969, alle soglie dei 35 anni, dopo aver vestito per 314 volte la maglia del Vicenza in campionato (secondo solo a Giulio Savoini che conta 3 presenze in più), di cui ben 308 in massima serie (record assoluto, dal momento che Savoini giocò due campionati di B da titolare).

 



 Tratto da "Il Giornale di Vicenza", (Un sogno biancorosso 04/10/2004)


L'esordio di Luigi Menti (Menti IV per gli annali) in Serie B coincide con l'ultimo anno dell'ACIVI. Sì, il Vicenza all'epoca si chiamava così. Nella stagione successiva, 1953-54, la società cambiò denominazione e divenne Lanerossi Vicenza, con tanto di R stilizzata sulle maglie. Per Gigi Menti poco cambiava. Che fosse una grande promessa lo si poteva notare già nelle giovanili, di cui era titolare fisso. Proprio nel '54, allenato dallo zio Umberto, Menti portò il Lanerossial successo nel prestigioso torneo giovanile di Viareggio. Quella squadra era splendida, con Pavinato, Vicini, Campana, Cappellaro, Luison e Burelli. Vinse in finale battendo 3-1 il Real Madrid. Il primo campionato di A Menti lo gioca nel 55-56. Ha uno stile inimitabile: sembra li per caso, caracolla distrattamente e poi inventa il lancio illuminante, l'apertura geniale. Quando non ne ha voglia, la squadra gioca con uno in meno, ma quando è in giornata non ce n'è per nessuno. Dopo un paio di anni, la società biancorossa decide di cederlo al Padova di Rocco, Menti però è chiuso da una formazione fatta di grandi campioni. Quell'anno il Padova arriverà terzo in classifica e Hamrin segnerà 20 gol. Per Menti solo una presenza. Sarà il suo ultimo campionato da comprimario. Il 58-59 è la stagione del suo lancio definitivo. Allenatore è Lerici, lo zio Berto gli fa da vice. La squadra ottiene un ottimo settimo posto. Menti disputa 30 partite e segna 6 reti. Da quel momento in poi diventerà una sorta di pupillo per Lerici, che si batterà per evitarne la cessione. Si, perchè di Luigi Menti cominciano ad accorgersi le grandi squadre. Rocco lo vorrebbe al Milan ma il presidente Maltauro, accogliendo le richieste di Lerici, preferisce tenerselo. L'anno dopo va a fare un provino per l'Inter, insieme a Burnich e a Fernando. Gioca un amichevole con la casacca nerazzurra contro la nazionale della Cecoslovacchia. Alla fine la società milanese sceglierà Burnich. E così la carriera di Menti sarà tutta biancorossa, o quasi. Si fa tutti gli anni 60 con la maglia del Lanerossi, contribuendo a costruire quello che forse è stato il miglior decennio per la società berica. a 35 anni passerà al Marzotto di Valdagno e, nel 70-71, chiuderà la carriera come allenatore-calciatore a Legnago. In totale ha disputato ben 16 campionati con la maglia del Vicenza, tre dei quali in B. In Serie A ha giocato 307 partite (una con la maglia del Padova), segnando 19 reti.

"Bisognava avere compiuto 14 anni per entrare a far parte della squadra allievi - ricorda Menti - e nell'ottobre del 1948, pochi giorni dopo aver compiuto 14 anni, andai a fare una specie di provino. Andammo io e Pavinato, che poi diventerà mio compagno di squadra, e piu avanti, colonna del Bologna. Alcuni nostri amici piu grandicelli avevano già ottenuto il cartellino e, con quello, potevano entrare allo stadio gratis. Era quello il nostro obiettivo, avere una tessera che ci consentisse di andare a vedere le partite senza pagare. Allenamenti? non scherziamo. Funzionava così: prima dovevamo lucidare le scarpe dei giocatori della prima squadra poi sistemare le gradinate e, se avevamo fatto un buon lavoro, alla fine ci davano un pallone per poter giocare."

 Luigi MENTI



 

 

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