BAGGIO Roberto

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Data di nascita: 
18/02/1967
Comune di nascita: 
Caldogno (VI)
Presenze: 
36
Reti: 
13
Stagioni: 
1982-85
Note biografiche: 

Baggio Roberto

Roberto Baggio venne fatto esordire dall'allenatore Bruno Mazzia, nell'ultima partita di campionato della stagione di Serie C1 1982-83, L.R. Vicenza-Piacenza 0-1 del 5 giugno 1983, sostituendo Perrone al 63'. Il suo primo gol è datato 30 novembre 1983 in Coppa Italia serie C, Legnano-L.R. Vicenza 1-4 d.t.s. al 126'.


1979-80 giovanissimi Caldogno (Vi): 42 gol 20 assist

1980-81 allievi del Vicenza: (il Vicenza non ha i giovanissimi, Baggio ha 13 anni e per giocare ce ne vogliono 14, da settembre a febbraio non può giocare).

1981-82: il Vicenza toglie anche gli allievi Baggio non gioca da settembre a febbraio perchè ha 14 anni ma si allena per sei mesi con la prima squadra). A febbraio compie 15 anni e gioca con la Beretti.

Presenze e gol nelle giovanili

120 presenze 110 gol

Presenze e gol nella Primavera

48 presenze 46 gol


Presenze e gol in campionato

1982-83 serie C1: 1 presenza 0 gol

1983-84 serie C1: 6 presenze 1 gol

1984-85 serie C1: 29 presenze + 1 rigiocata 12 gol


Presenze e gol in Coppa Italia

1983-84 Coppa Italia: 4 presenze 0 gol

1983-84 Coppa Italia serie C: 2 presenze 1 gol

1984-85 Coppa Italia: 5 presenze 2 gol


1982-83 campionato serie C1

5 giugno 1983 L.R. VICENZA-PIACENZA 0-1 (entra al posto di Perrone al 63').


1983-84 campionato serie C1

20 novembre 1983 L.R. VICENZA-PRATO 1-1 (entra al posto di Grop al 65').

8 gennaio 1984 PARMA-L.R. VICENZA 0-0 (entra al posto di Grop all' 89').

15 gennaio 1984 L.R. VICENZA-MODENA 2-3 (entra al 53' al posto di Manzin).

5 febbraio 1984 L.R. VICENZA-TRENTO 1-0 (entra al 35' al posto di Schincaglia ed esce all'80' per Mosconi).

19 febbraio 1984 L.R. VICENZA-BOLOGNA 0-2 a tavolino (0-0) (entra al 59' al posto di Morganti).

3 giugno 1984 L.R. VICENZA-BRESCIA 3-0 (entra al 66' al posto di Grop e segna su rigore all'85' il gol del 3-0, il primo in assoluto in campionato per Baggio).


1984-85 campionato serie C1

23 settembre 1984 L.R. VICENZA-PIACENZA 1-1 (entra al 44' al posto di Lucchetti)

30 settembre 1984 RONDINELLA-L.R. VICENZA 1-2 (parte titolare, segna al 41' su punizione calibrata sulla destra di Landucci e al 73' rigore per l'atterramento di Lucchetti lanciato dallo stesso Baggio).

7 ottobre 1984 L.R. VICENZA-TREVISO 1-0 ( parte titolare ed esce al 72' per Schincaglia, fa l'assist per il gol di Mazzeni.)

14 ottobre 1984 SPAL-L.R. VICENZA 2-2 (parte titolare ed esce al 46' per Rondon).

21 ottobre 1984 L.R. VICENZA-MODENA 2-2 (parte titolare ed esce al 61' per Lucchetti, segna al 45' il gol del momentaneo 2-1 per un fallo a suo danno).

28 ottobre 1984 ANCONA-L.R. VICENZA 1-1 (gioca tutta la partita).

4 novembre 1984 REGGIANA-L.R. VICENZA 2-2 (parte titolare ed esce al 58' per Lucchetti).

11 novembre 1984 L.R. VICENZA-JESI 0-0 (entra al 29' al posto di Montani. Calcia male un buon pallone).

18 novembre 1984 PISTOIESE-L.R. VICENZA 0-2 (parte titolare ed esce al 73' per Lucchetti. Segna il 2-0 con un magistrale tiro ad effetto).

25 novembre 1984 L.R. VICENZA-SANREMESE 0-0 (gioca tutta la partita e sfiora due volte il gol).

2 dicembre 1984 LIVORNO-L.R. VICENZA 0-0 (gioca tutta la partita)

9 dicembre 1984 L.R. VICENZA-RIMINI 2-1 (sospesa al 61' per nebbia), (gioca tutta la partita)

16 dicembre 1984 ASTI-L.R. VICENZA 0-0 (gioca tutta la partita)

19 dicembre 1984 L.R. VICENZA-RIMINI 3-0 (recupero del 9 dicembre), (gioca tutta la partita, segna una doppietta dopo l'1-0, prima al 48' con un bel tiro su assist di Rondon e poi al 56' con uno slalom “dei suoi” allargandosi sul portiere in uscita e centrando la porta da posizione laterale.

23 dicembre 1984 L.R. VICENZA-LEGNANO 1-1 (gioca tutta la partita e segna su rigore al 70' il gol del pareggio).

6 gennaio 1985 BRESCIA-L.R. VICENZA 3-1 (parte titolare ed esce al 75' per Pallavicini).

13 gennaio 1985 L.R. VICENZA-PAVIA 2-1 (gioca tutta la partita, segna al 3' su rigore il momentaneo 1-0).

20 gennaio 1985 CARRARESE-VICENZA 4-4 (parte titolare ed esce al 71' per Montani, segna al 30' su rigore per fallo su se stesso il gol del momentaneo 1-2).

3 febbraio 1985 PIACENZA-L.R. VICENZA 1-1 ( gioca tutta la partita, splendido velo per il gol di Rondon).

10 febbraio 1985 L.R. VICENZA-RONDINELLA 1-0 (parte titolare ed esce all'81' per Lucchetti, segna su rigore al 56' il gol vittoria).

17 febbraio 1985 TREVISO-L.R. VICENZA 0-2 (parte titolare ed esce all'81' per Lucchetti, serve l'assist a Rondon per il secondo gol.

24 febbraio 1985 L.R. VICENZA-SPAL 0-1 (gioca tutta la partita).

3 marzo 1985 MODENA-L.R. VICENZA 0-0 (gioca tutta la partita, ottima occasione da rete).

10 marzo 1985 L.R. VICENZA-ANCONA 1-0 (parte titolare ed esce all'83' per Zanandrea).

17 marzo 1985 L.R. VICENZA-REGGIANA 3-0 (gioca tutta la partita, segna all'81' su rigore concesso per fallo su se stesso il gol del 3-0).

24 marzo 1985 JESI-L.R. VICENZA 0-0 (gioca tutta la partita, gli arriva sul piede il gol dello 0-1).

6 aprile 1985 (L.R. VICENZA-PISTOIESE 3-0 (gioca tutta la partita).

14 aprile 1985 (SANREMESE-L.R. VICENZA 0-0 (parte titolare ed esce al 34' per Cerilli, lieve infortunio in uno scontro).

21 aprile 1985 L.R. VICENZA-LIVORNO 3-0 (parte titolare ed esce al 63' per Lucchetti).

5 maggio 1985 RIMINI-L.R. VICENZA 2-1 ( parte titolare, segna al 4' correggendo in rete un cross di Montani. All'8' in una torsione gli cede il legamento del ginocchio destro. Sarà questa l'ultima partita in biancorosso di Baggio.


1983-84 Coppa Italia serie C

30 novembre 1983 LEGNANO-L.R. VICENZA 1-4 d.t.s. (segna al 126' il quarto gol del Vicenza).

? sconfitta o pareggio

1983-84 Coppa Italia

31 agosto 1983 L.R. VICENZA-PALERMO 1-0 (entra al 71' al posto di Mariani).

4 settembre 1983 MONZA-L.R. VICENZA 0-0

? sconfitta

? sconfitta

1984-85 Coppa Italia

22 agosto 1984 L.R. VICENZA-CREMONESE 2-0

26 agosto 1984 EMPOLI-L.R. VICENZA 4-2 (segna su rigore all'81' il gol del 4-2).

29 agosto 1984 L.R. VICENZA-TORINO 0-0

2 settembre 1984 L.R. VICENZA-CESENA 1-1 (segna al 90' su rigore il gol del pareggio).

9 settembre 1984 MONZA-L.R. VICENZA 2-1

 

 


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Roberto Baggio, attaccante e fantasista di 174 cm. per 72 kg. di peso, è considerato uno dei migliori calciatori italiani del dopoguerra e uno dei più forti giocatori di tutti i tempi.

Pur non avendo mai vinto la classifica dei marcatori, Roberto Baggio è il quinto realizzatore di sempre del campionato di serie A con 205 reti, preceduto da Piola, Nordahl, Meazza e Altafini. In Nazionale Baggio conta 56 presenze e 27 gol, che lo collocano al quarto posto tra i realizzatori in maglia azzurra (a pari merito con Alex Del Piero). È inoltre l'unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei Campionati del Mondo (1990, 1994, 1998).

A livello individuale, si è aggiudicato il Pallone d'Oro nel 1993; nello stesso anno è stato votato giocatore dell'anno FIFA da una giuria composta da allenatori e capitani delle nazionali di calcio.

Dopo aver iniziato nella squadra del suo paese, Roberto Baggio all'età di 15 anni si trasferisce al Vicenza in serie C1. Con la squadra veneta dimostra di essere già un fuoriclasse, mettendo a segno con la primavera 46 gol in 48 partite. L'ottimo risultato gli permetterà di debuttare in prima squadra nel 1983. Nella stagione 1984-85 mette a segno 12 reti in 29 partite, consentendo alla sua squadra la risalita in serie B. In una delle ultime partite di campionato, contro il Rimini allenato da Arrigo Sacchi, subisce un grave infortunio al ginocchio destro (purtroppo solo il primo di una lunga serie), che lo costringe a un lunghissimo periodo di assenza dai campi di gioco.

La Fiorentina, che lo aveva già ingaggiato prima dell'infortunio, avrebbe potuto recedere dal contratto, ma Piercesare Baretti decide di credere nel suo recupero. Dopo due anni di calvario, esordisce in serie A il 21 settembre 1986, e il suo primo gol nella massima divisione arriva su punizione il 10 maggio 1987, contro il Napoli di Maradona, che proprio in quel giorno festeggiava il primo scudetto della sua storia (la partita finì 1-1).

La stagione successiva si presenta a San Siro facendo "saltare il banco" (seconda giornata: Milan-Fiorentina 0-2), l'Italia scopre così il grande talento del ventenne Baggio.

Negli anni seguenti è protagonista di primo piano nel panorama calcistico italiano: i suoi numeri, la sua classe e i tanti gol incantano, la Fiorentina naviga nelle zone medio-alte della classifica e raggiunge una finale di coppa uefa nel 1990, persa poi contro la Juventus. Alla fine dell'anno Baggio riceve il "Trofeo Bravo", premio assegnato dalla rivista Guerin Sportivo al miglior giovane under 23 partecipante alle coppe europee, unico ma importante riconoscimento personale vinto con la Fiorentina.

Nel 1988 è convocato per la prima volta in Nazionale, in occasione del match del 16 novembre contro l'Olanda, nella gara amichevole organizzata in ricorrenza del 90° anniversario dell'istituzione della FIGC. In azzurro segnerà complessivamente 27 gol in 56 partite.

Rimane a Firenze fino al 1990, quando viene acquistato dalla Juventus per la cifra record, a quei tempi, di 18 miliardi di lire, dopo un'infinita giostra delle ipotesi durata tutta la stagione. La tifoseria viola, consapevole di perdere un giocatore ormai considerato da tutti un fuoriclasse assoluto, scende in piazza protestando contro la dirigenza e il presidente Pontello. I disordini causeranno anche diversi feriti e arriveranno fino a Coverciano, creando non pochi problemi al ritiro degli Azzurri in preparazione per i Mondiali.

Italia 1990

Baggio, nello stesso anno, viene convocato dall'allora commissario tecnico della nazionale Azeglio Vicini per i Mondiali di calcio di Italia '90 (giocherà con il numero 15). Sono le notti magiche nel segno di Toto' Schillaci.

Baggio nelle prime due partite viene lasciato in panchina da Vicini, ma appena chiamato in causa non delude e alla sua prima apparizione nella sfida con la Cecoslovacchia mette a segno un gol memorabile, considerato il più bello del Mondiale, partendo da metà campo e dribblando mezza squadra avversaria. Così nelle successive partite viene schierato titolare al fianco di Schillaci, ma nella decisiva semifinale di Napoli contro l'Argentina l'allenatore punta su un poco convincente Vialli, e Baggio entra in campo al posto di Giannini solo al 75' sfiorando il gol su punizione, e segnando il suo tiro dal dischetto nella sfortunata serie di rigori che premia la nazionale argentina per gli errori di Donadoni e Serena.

Nella finale per il terzo posto, disputata a Bari, contro l'Inghilterra. La partita finirà 2-1 per gli azzurri che si aggiudicano così il terzo posto nel Mondiale casalingo. Da segnalare, nella medesima partita, la sua altruistica scelta di far tirare il calcio di rigore decisivo a Schillaci, in modo da permettergli di vincere la classifica dei marcatori del torneo con 6 reti.

1990-1995: Juventus

Sono gli anni della consacrazione internazionale del Divin Codino che vincerà coi colori bianconeri uno scudetto, una Coppa Italia e una Coppa Uefa.

Verrà premiato nel 1993 col Pallone d'Oro e con il Premio "FIFA World Player".

Il trasferimento alla Juventus scatenò vari disordini a Firenze dove scesero in piazza centinaia di tifosi per protestare contro la decisione della dirigenza viola di vendere il proprio beniamino all'odiata rivale. Baggio resterà sempre legato a Firenze e ai colori viola, suscitando non pochi malumori tra i suoi nuovi tifosi. Celebri gli episodi in cui si toglie la sciarpa bianconera (alla sua presentazione alla stampa), e quando durante un Fiorentina-Juventus 1-0 dell'aprile 1991 non vuol tirare un rigore (poi battuto e sbagliato da De Agostini), andando poi a salutare i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola che gli era stata lanciata dagli spalti, in un'atmosfera surreale di applausi e fischi. Il primo anno con la Juve di Gigi Maifredi non è però dei più felici e la stampa accusa Baggio di essere incostante e di non saper essere un leader per la squadra. A fine campionato la Juve resta fuori dalle posizioni UEFA.

L'anno successivo sulla panchina della Juve torna Trapattoni, e Baggio agli ordini del Trap matura e prende per mano la squadra fino a diventarne capitano dalla stagione 92/93. Baggio riesce così ad entrare nel cuore dei tifosi juventini a suon di gol e grandi giocate, nonostante quelli furono anni avari di successi per la "Vecchia Signora". In quel periodo infatti imperversa il Milan di Capello, ma Baggio, comunque, si toglie in Europa le soddisfazioni che non riesce a togliersi in campionato: nel 1992-93 segna 21 gol in Serie A e trascina la Juve alla vittoria in Coppa UEFA.

Memorabili le perle regalate ai tifosi bianconeri in semifinale contro il Paris Saint Germain e in finale di fronte ai tedeschi del Borussia Dortmund, sconfitti all'andata in Germania per 3-1 e a Torino per 3-0. Tra semifinali e finali Baggio segna 5 gol. La strepitosa annata gli varrà il Pallone d'Oro e il FIFA World Player. L'anno successivo la Juve insegue ancora il successo in Europa, visto il solito dominio del Milan in campionato, ma viene eliminata ai quarti della Coppa Uefa dal Cagliari e chiude seconda in Campionato, nella stagione che precede i Mondiali americani.

USA 1994

Per Roberto e la Juventus, la stagione 1993-1994, non è stata particolarmente esaltante: la Juventus giunge seconda in campionato ed è eliminata ai quarti di finale della coppa Uefa dal sorprendente Cagliari di Bruno Giorgi. Baggio fatica a causa di piccoli ma fastidiosi acciacchi, eppure il CT italiano Arrigo Sacchi (ex allenatore del Milan a cavallo tra gli anni ottanta e novanta), fa di tutto per recuperarlo fisicamente e psicologicamente, considerandolo "un patrimonio del calcio italiano".

Gli incontri di preparazione ai Mondiali non vanno nel migliore dei modi: sconfitta 1-0 a Napoli con la Francia, e sconfitta ancora per 1-0 contro la Svizzera. Inoltre, Arrigo Sacchi, dopo la rinuncia di Roberto Mancini all'azzurro, non sembra aver preso una decisione definitiva né su un preciso modulo di gioco né su una formazione-tipo.

1995-1998: Gli scudetti con Juventus e Milan e la stagione al Bologna

Dopo il mondiale americano, la stagione sembra cominciata bene, Baggio segna ed è in forma. Il 27 novembre 1994 nella partita Padova-Juve (1-2) Baggio segna uno splendido gol ma poi s'infortuna al ginocchio destro. La società decide di non operarlo e Baggio rientra in campo dopo quasi cinque mesi, segnando comunque gol decisivi per la conquista dello scudetto e della Coppa Italia. Il periodo di assenza dal terreno di gioco favorisce l'esplosione del giovane talento Alessandro Del Piero, sul quale la dirigenza bianconera sceglie di puntare cedendo Baggio al Milan (sebbene in un primo momento sembrasse destinato all'Inter) nell'estate del 1995 nonostante il parere contrario dei tifosi.

Con il Milan, allenato quell'anno da Fabio Capello, vince subito lo scudetto (il secondo consecutivo per lui), tuttavia le discussioni sul suo vero ruolo (punta, mezzapunta, rifinitore...) e sulla compatibilità con Dejan Savicevic si sprecano (nonostante mostri invece un'ottima intesa sia con Savicevic che con George Weah) e viene spesso relegato in panchina.

Non viene convocato da Sacchi per Gli Europei del 96, poi finiti in maniera infausta (eliminazione al primo turno) per la squadra italiana. L'arrivo al Milan proprio di Arrigo Sacchi, nell'autunno 1996 non migliora la situazione, sebbene il 30 aprile 1997 Baggio ritrovi la convocazione in Nazionale segnando uno splendido gol nella partita giocata al San Paolo di Napoli contro la Polonia valida per le qualificazioni ai Mondiali 1998. L'estate 1997 Baggio si presenta al raduno milanista con l'intenzione di restare, ma il rientrante Fabio Capello non mostra alcuna fiducia in lui. La nuova gestione tecnica lo convince così ad abbandonare il Milan.

Avendo bisogno di giocare con continuità per guadagnarsi un posto fra i 22 che prenderanno parte ai Mondiali francesi, Baggio, tagliato il celebre "codino", decide con umiltà di ripartire da una provinciale: dopo aver raggiunto un accordo di massima col Parma, vanificato all'ultimo momento dall'intercessione negativa dell'allenatore Carlo Ancelotti, sceglie Bologna; sarà la stagione del record di marcature per lui, con ben 22 reti segnate in 30 partite, tanto da meritarsi la fiducia del nuovo ct della nazionale Cesare Maldini e la convocazione per i Mondiali del 1998.

Francia 1998

Il Mondiale di Francia '98 vivrà tutto sul "dualismo" fra Baggio e Del Piero. Cesare Maldini preferisce infatti puntare sul più giovane attaccante juventino, seppur rientrante da un infortunio rimediato nel finale di stagione, contro il Real Madrid nell'ultimo atto della Champions League.

Con Del Piero ancora convalescente, Baggio, dunque, parte titolare in attacco al fianco di Christian Vieri contro il Cile nella prima partita, e dimostra subito di essere uno dei giocatori più in forma tra gli Azzurri: inventa l'assist per il gol di Vieri, si procura e segna il rigore che riporta l'Italia sul pari dopo la rimonta cilena. Memorabile è l'esultanza, quasi liberatoria, dopo il centro dal dischetto, quattro anni dopo quell'infausto rigore che aveva tolto all'Italia il titolo mondiale. Nella seconda partita , vinta 3 a 0 contro il Camerun, il numero 18 azzurro sforna l'assist su punizione per il primo gol di Di Biagio, ma la sua prestazione appare meno brillante rispetto alla gara d'esordio, complici anche alcuni ruvidi interventi a suo carico da parte dei difensori africani: si consuma la prima <<staffetta>> con Alex Del Piero. Da qui in avanti Maldini lancia definitivamente "Pinturicchio", confinando Roberto in panchina nelle partite successive e concedendogli solo alcuni spezzoni di fine gara. Baggio riesce ad ogni modo a segnare un'altra rete, contro l'Austria, nella terza ed ultima giornata del girone eliminatorio.

Grazie a queste due marcature Baggio raggiunge Paolo Rossi a quota 9 gol nella classifica dei bomber italiani ai mondiali, e diventa l'unico giocatore italiano ad aver segnato in tre mondiali diversi. Record tuttora imbattuto.

L'eliminazione dell'Italia arriva ai quarti di finale, per mano della Francia (futura Campione del Mondo), ancora una volta ai rigori. Baggio, entrato nel corso della partita al posto di Del Piero, offre notevoli giocate e nell'epilogo ai calci di rigore fa il suo dovere segnando il primo tiro dagli 11 metri (il rigore decisivo è sbagliato da Luigi di Biagio). Il rimpianto per l'eliminazione è aumentato dallo scampolo di partita concesso da Maldini al fantasista di Caldogno. Baggio, infatti, nel secondo tempo supplementare, inventa l'unica azione veramente pericolosa della partita con uno splendido destro al volo che finisce di un niente fuori alla destra di un Barthez ormai battuto.

1998-2000: Inter

Dopo i Mondiali, il richiamo dei grandi palcoscenici convince Baggio ad accettare l'offerta di un grande club. Così, in quella stessa estate, Baggio si trasferisce all'Inter, la squadra del cuore quando era bambino, fresca vincitrice della Coppa Uefa e grande favorita in tutte le competizioni, guidata da Gigi Simoni.

È una delle annate più controverse della squadra, tormentata da infortuni celebri (su tutti Ronaldo) e caratterizzata da numerosi cambi d'allenatore (dopo Simoni, arrivano Lucescu, Hodgson e Castellini) che impediscono a Baggio di esprimersi al meglio. Unica grande soddisfazione della stagione, la splendida doppietta realizzata in Champions League il 25 novembre 1998 contro il Real Madrid campione in carica nei minuti finali della gara.

Nella seconda stagione arriva Marcello Lippi, che però utilizza Baggio col contagocce. Baggio, come al solito, riesce a sfruttare al meglio i pochi spezzoni di partita che gli vengono concessi mettendo a segno gol importanti in Campionato e Coppa Italia; polemizza apertamente contro Lippi e smentisce pubblicamente le voci infondate sui suoi presunti guai fisici, precisando che viene spesso tenuto fuori per scelte personali. Nella partita con il Verona del 23 gennaio 2000, l'Inter perde 1 a 0 e Lippi, non avendo altri attaccanti a disposizione, si vede "costretto" a farlo entrare: Baggio, di tutta risposta, regala l'assist per il pareggio e segna il gol del 2-1 e a fine partita si presenta dai giornalisti con un cappellino con una polemica scritta in spagnolo: "Matame, si no te servo" ("Uccidimi se non ti servo").

A fine stagione, scaduti i due anni di contratto, Baggio si congeda dall'Inter nel migliore dei modi, e chiude tutte le polemiche lasciando parlare il campo: con una storica doppietta nello spareggio contro il Parma del 23 maggio 2000, due perle che regalano ai neroazzurri l'ammissione ai preliminari di Champions League.

Nonostante i soliti sprazzi di classe, Baggio paga la poca continuità concessagli durante la stagione, e Il CT della Nazionale Dino Zoff non ne vuole sapere e, nonostante la solita mobilitazione popolare, lo lascia fuori dalla lista dei 22 convocati per gli Europei in Belgio e Olanda.

2000-2004: Brescia

Mancata la convocazione in nazionale, Baggio decide di ritornare in una squadra provinciale, trasferendosi al Brescia, sotto la guida di Carlo Mazzone, di cui diviene il capitano. Baggio rifiuta le offerte di grosse squadre come Arsenal e Real Madrid, ma l'intenzione di restare in Italia ha una motivazione ben specifica: partecipare ai Mondiali del 2002.

Durante la stagione 2000/2001 smentisce ancora una volta coloro che lo davano per finito e conduce la sua squadra a un'insperata qualificazione alla Coppa Intertoto, nella quale i lombardi riusciranno a raggiungere la finale, poi persa contro il Paris Saint Germain(0-0 a Parigi e 1-1 a Brescia, con goal bresciano segnato dal capitano delle Rondinelle su rigore). Durante la stagione, nel girone di ritorno, il primo aprile in Juventus-Brescia segna uno dei goal più belli di tutta la storia della serie A: Pirlo lo lancia con un preciso passaggio da centrocampo e lui salta van der Sar con un delizioso stop a seguire per poi insaccare a porta vuota, fissando il punteggio sul definitivo 1-1, risultato che allontanerà la Juventus dalla conquista dello scudetto, che poi sarà vinto dalla Roma. Anche all'estero gli addetti ai lavori notano il suo rendimento straordinario e, nonostante non partecipi con il proprio club alle coppe europee e non venga più convocato in nazionale da anni, viene inserito fra i 50 pretendenti per il Pallone d'Oro 2001, giungendo venticinquesimo nella classifica finale, un risultato di rilievo per un giocatore privo della vetrina internazionale.

La stagione decisiva 2001/2002 inizia nel migliore dei modi con Baggio addirittura capocannoniere con 8 gol dopo nove giornate. Purtroppo la solita sfortuna interrompe il momento d'oro: dopo una prima lesione al ginocchio, avvenuta a causa di un contrasto duro con Marasco del Venezia in campionato, si fa male anche col Parma in Coppa Italia. Stavolta la diagnosi è tremenda: rottura del legamento crociato anteriore e lesione del menisco interno del ginocchio sinistro. Baggio viene operato in Francia e, con una grandissima determinazione, riesce a rientrare in campo a 76 giorni dal giorno dell'infortunio (un record per il tipo d'infortunio subito, non solo per il calcio, ma per tutti gli sport), a tre giornate dalla fine del campionato. Nella partita del rientro, in casa della Fiorentina, segna un gol dopo appena due minuti dal suo ingresso in campo e raddoppia poco dopo; le reti vengono accolte da calorosi applausi anche da parte della tifoseria Viola. Nella penultima di campionato Baggio riesce a salvare ancora una volta il Brescia dalla retrocessione con un gol decisivo contro il Bologna (il Brescia che non era mai riuscito a restare in Serie A per due stagioni consecutive negli ultimi 30 anni, nei quattro anni di Baggio ottenne altrettante salvezze; la stagione successiva al suo ritiro, 2004/2005, è nuovamente retrocesso in serie B). La stagione si conclude con uno stupefacente bottino di undici gol segnati in dodici partite, ma tutto questo non basta per convincere il ct della nazionale Giovanni Trapattoni a convocarlo, ritenendolo, a torto, non completamente ristabilito dall'infortunio. Il mondiale nippo-coreano sarà per Trapattoni una Waterloo.

Nelle due stagioni successive Baggio continua a giocare nel Brescia e, soprattutto con i suoi gol, fa raggiungere alla squadra la qualificazione per l'Intertoto, e il 14 marzo 2004, durante il match contro il Parma, mette a segno il suo duecentesimo goal in serie A (a fine stagione raggiungerà quota 205), soglia raggiunta solo da quattro altri "mostri sacri" del campionato italiano: Silvio Piola, Gunnar Nordahl, Giuseppe Meazza e Josè Altafini.

Il 28 aprile 2004, a Genova, Baggio gioca a 37 anni per un'ultima volta in Nazionale, grazie alla convocazione-tributo da parte del ct Trapattoni in occasione di una partita amichevole contro la Spagna(fino a quel momento soltanto Silvio Piola era stato celebrato in questo modo). La partita, terminata 1 a 1, è ricca di numeri da parte di Roberto; l'affetto degli sportivi italiani è espresso da ovazioni continue ogni qualvolta tocca palla, e da una standing ovation quando viene sostituito negli ultimi minuti da Miccoli.

Per via dell'altissimo livello delle sue prestazioni, l'opinione pubblica e la stampa spingono per vederlo in campo prima alle Olimpiadi, poi agli Europei, ma quella di Genova resterà la sua ultima apparizione in azzurro e Roberto Baggio disputa l'ultima partita della sua lunga carriera a San Siro, il 16 maggio 2004 (Milan-Brescia 4-2, ultima giornata della stagione 2003-04); alla sua uscita, 5 minuti prima dalla fine dell'incontro, Baggio viene abbracciato da Paolo Maldini, e tutto lo stadio si alza in piedi per tributargli un lungo applauso.

Quanto fosse determinante l'apporto di Baggio, pur a fine carriera, è dimostrato indirettamente da una semplice constatazione: alla fine della successiva stagione 2004-05 il Brescia, privo della sua guida ispirata, retrocederà in serie B.

Al termine della stagione, il Brescia in suo onore ritira la maglia numero 10, da lui indossata per quattro stagioni.

È stato inserito da Pelè nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004.

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