Franco COLOMBA - poi Edoardo REJA

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Stagioni: 
1998-1999
Note biografiche: 

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Franco Colomba 

Franco Colomba (Grosseto, 6 febbraio 1955) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Centrocampista di buon livello, nato casualmente a Grosseto da genitori di origini calabresi, residente a Bologna dal 1961.

Colomba inizia la sua carriera con la maglia del Bologna fin dalle giovanili, facendo la trafila a partire dal NAGC nel 1966, facendo il suo debutto in Serie A  nella stagione 1973-74. Dopo due esperienze in prestito in B in squadre quali Modena e Sambenedettese, rispettivamente nel 1975 e 1976, torna alla compagine felsinea diventandone il capitano, giocando con buona continuità fino al 1983, quindi ben 17 anni nel Bologna calcio.

Nel 1981 raggiunge la convocazione in Nazionale A con la squadra che poi diventerà campione del mondo e non parteciperà ai mondiali di Spagna del 1982 per un grave infortunio patito nell'ultima parte della stagione 1981-82.

Durante la sua permanenza al Bologna è anche coinvolto marginalmente, assieme alla sua società, nello scandalo del calcio italiano del 1980, subendo una squalifica di 3 mesi.

Passato all'Avellino, sempre nella massima serie, nel 1983, Colomba gioca altre cinque stagioni da protagonista in serie A diventando capitano della squadra ed un beniamino della tifoseria biancoverde.

Termina la carriera tornando ancora al Modena da capitano nel 1990, vincendo il campionato di serie C1 dopo aver giocato per altre due stagioni con la maglia dei canarini.

In carriera ha totalizzato complessivamente 271 presenze e 18 reti in Serie A e 89 presenze e 4 reti in Serie B.

Appena smessi i panni di calciatore inizia ad allenare nel 1990 gli allievi del Modena, sua ultima squadra da calciatore, e nel 1992 per un anno la squadra "Primavera" della SPAL.

La prima vera panchina arriva nel 1993 quando, con buone fortune, allena in Serie C2 l'Olbia, raggiungendo il terzo posto (ma i play-off in C2 furono istituiti nell'anno successivo), e il Novara, con cui raggiunge le semifinali dei play-off. La buona esperienza maturata in C gli vale la chiamata da una squadra di categoria superiore, così nel campionato 1995-96 allena la Salernitana in serie B, dove eredita da delio Rossi una squadra forte e rodata con cui sfiora la promozione in A chiudendo il campionato al 5º posto in classifica. Esonerato l'anno seguente, dopo una prima parte di stagione fortemente deludente, nel 1997 prende, sempre in B, le redini della Reggina, squadra che, dopo aver ben condotto nel torneo cadetto, tornerà ad allenare per altre due volte in futuro.

Nel 1998 Colomba è chiamato per la prima volta da una squadra della massima serie, il Vicenza, ma viene esonerato dopo la diciannovesima giornata. La squadra però non riuscirà a salvarsi nonostante l'avvento di Reja in quanto era terminato un ciclo (che aveva portato alla semifinale di Coppa delle Coppe  l'anno prima con Guidolin in panchina) senza il necessario ricambio nell'organico. Quindi Colomba torna nuovamente alla Reggina, appena promossa in serie A, nell'arco temporale che va dal 1999 al 2002, raggiungendo una ottima salvezza. Il successivo massimo campionato vede la squadra dello Stretto protagonista in negativo con una miniserie di 1 punto in 10 partite, seguita da una ripresa superiore ad ogni ragionevole aspettativa, per poi comunque subire la retrocessione al termine di un doppio sfortunato spareggio contro l'Hellas Verona. Nel 2002 Colomba, riconfermato alla guida della squadra anche in Serie B, riporta la Reggina in A dopo solo una stagione.

Dopo una parentesi positiva al Napoli, dove, nonostante la società sia in gravi difficoltà economiche e societarie, tant'è che l'anno successivo arriva al fallimento, riesce a raggiungere la salvezza, unico obiettivo perseguibile in quella stagione, Colomba torna per la terza volta alla Reggina nel 2003, ma dopo sole 10 giornate viene esonerato, a causa dei risultati ottenuti, valutati non in linea con le potenzialità dell'organico. Nel 2004-05 è alla guida del Livorno, dove viene esonerato dal presidente amaranto Spinelli dopo aver perso 4-2 a Torino con la Juventus, al termine di una partita bellissima, per far posto a Roberto Donadoni. L'anno successivo vede Colomba impegnato alla guida dell'Avellino, matricola di serie B, subentrando ad ottobre con la squadra ultima con 2 punti in sette partite e portandola agli spareggi dei play-out con l'Albinoleffe, non riuscendo tuttavia ad evitare la retrocessione nonostante un girone di ritorno da play-off. Nel mese di dicembre 2006 è chiamato a prendere il posto di Marco Giampaolo alla guida del Cagliari nella massima serie. Dopo 7 punti in 8 partite il presidente Massimo Cellino lo esonera il 26 febbraio 2007, a soli 72 giorni dall'inizio dell'esperienza di Colomba sulla panchina del Cagliari e poche ore dopo aver dichiarato alla stampa di voler dare fiducia al tecnico. Nell'estate del 2007, Colomba è chiamato ad allenare l'Hellas Verona in Serie C1, venendo però esonerato dopo poche giornate a causa degli scarsi risultati conseguiti che vedono la compagine scaligera navigare in zona play-out.

Il 7 dicembre 2008 firma un contratto con l'Ascoli per sostituire l'esonerato Vincenzo Chiarenza ritornando così ad allenare in Serie B. All'arrivo del nuovo mister l'Ascoli si trova a navigare negli estremi bassifondi della graduatoria, ma con un girone di ritorno strepitoso i bianconeri si ritrovano ben presto nella "parte sinistra" della classifica, con la salvezza praticamente raggiunta e la possibilità, a sette giornate dalla fine, di agganciare addirittura il treno play-off promozione. Ma a quel punto gioco e risultati improvvisamente scompaiono permettendo alla squadra di salvarsi in extremis all'ultima giornata, grazie anche ai risultati negativi delle dirette concorrenti. A salvezza ottenuta Franco Colomba manifesta alla società la volontà di non proseguire il rapporto con l'Ascoli, per sua scelta professionale. Il 4 giugno 2009 l'Ascoli e Colomba comunicano la decisione di non rinnovare il contratto in scadenza.

Il 20 ottobre 2009 è chiamato dal Bologna a subentrare all'esonerato Giuseppe Papadopulo ed a sedersi quindi sulla panchina della squadra della sua città, in forte crisi di risultati e nelle ultime posizioni di classifica. Nonostante alcune difficoltà iniziali, Colomba riesce rapidamente a risollevare la squadra, che da metà gennaio in poi realizza una serie importante di risultati che la proiettano verso una salvezza anticipata. Una successiva crisi invece fa di nuovo precipitare il Bologna in piena lotta-salvezza, terminata solo alla penultima giornata con la matematica certezza di rimanere nella massima serie calcistica. Il campionato viene concluso in 17a posizione ma con ben sette punti di vantaggio sull'Atalanta, terzultima e retrocessa. Già prima della conclusione del campionato la presidenza del Bologna aveva rinnovato il contratto con l'allenatore per le 2 stagioni successive, esprimendo in questa maniera apprezzamento per il suo operato (ben 24 punti solo nel girone di ritorno con una proiezione da 48 punti finali) e fiducia nelle sue capacità. Nel giugno 2010, con il cambio di proprietà e la nuova gestione Porcedda, Colomba viene inizialmente confermato, per essere poi invece il 29 agosto 2010 clamorosamente esonerato proprio alla vigilia della prima di campionato contro l'Inter, poi terminata sul risultato di 0-0.

Il 4 aprile 2011 trova l'accordo fino a giugno 2012 con il Parma, squadra in piena lotta salvezza. I parmensi esordiscono con una sconfitta in casa della Lazio. Ma poi, nonostante il calendario preoccupante, innesca un filotto impressionante di risultati positivi che gli vale la salvezza matematica con due giornate da anticipo e vittoria contro la Juventus, facendo così perdere alla compagine juventina la corsa alla Champions League.


 Edoardo Reja

Edoardo Reja detto Edy (Lucinico, 10 ottobre 1945) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano di origine slovena, di ruolo centrocampista.

Venne prelevato molto giovane dal natio Friuli da Paolo Mazza che lo portò a Ferrara tra le file della SPAL. Esordì giovanissimo in Serie A e, insieme a compagni di squadra come Fabio Capello, Luigi Pasetti e Adriano Zanier vinse, nel 1965, il Campionato Primavera. Nella sua carriera di calciatore, che durò dal 1963 al 1975, oltre a quella della SPAL, vestì le maglie del Palermo, dell'Alessandria e del Molinella con cui chiuse la carriera di giocatore.

A partire dal 1979 iniziò una lunga carriera di allenatore che lo portò alla guida di numerose squadre di serie minori nel corso degli anni ottanta, fino ad arrivare in Serie B alla guida del Pescara nella stagione 1989-90, subentrando all'esonerato Ilario Castagner, dopo esser stato per due anni allenatore della squadra Primavera del club abruzzese.

Ha ottenuto ben quattro promozioni in Serie A: la prima con il Brescia nel 1997, la seconda con il Vicenza nel 2000, la terza alla guida del Cagliari nel 2004 e la quarta con il Napoli nel. Nella stagione 1991-92 sfiora con il Cosenza la promozione nella massima serie, svanita solo nell'ultima giornata di campionato allo Stadio "Via del Mare" di Lecce; difatti Reja ha ottenuto i primi successi proprio con la formazione calabrese, con la quale ha conquistato la permanenza in Serie B nello spareggio vinto contro la Salernitana e nella stagione successiva ha mancato la promozione nella massima serie per un solo punto in classifica. Anche nell'annata 1997-98, quando subentrò alla coppia Souness-Camolese sulla panchina del Torino, Reja andò vicino alla promozione in Serie A: i granata furono sconfitti ai calci di rigore dal Perugia nella gara di spareggio allo Stadio Giglio di Reggio Emilia.

Dopo l'esperienza di Cagliari culminata con la promozione in Serie A, nel 2005 arriva a Napoli come sostituto di Giampiero Ventura e riesce a raggiungere i play-off persi poi con l'Avellino in due partite di finale.

Nella stagione successiva, il tecnico goriziano domina il campionato e riesce ad ottenere la promozione in Serie B.

Nel 2006, in Serie B, il Napoli chiude la stagione al secondo posto dietro la Juventus e davanti il Genoa, ottenendo la promozione diretta.

Nel 2007,  I partenopei chiudono la stagione 2007-08 all'ottavo posto, guadagnandosi l'accesso in Intertoto.

Viene confermato alla guida della squadra anche nella stagione 2008-09. Superata con successo l'Intertoto, il tecnico goriziano esordisce in Coppa UEFA dove, dopo aver vinto i preliminari, viene eliminato al primo turno dal Benfica.

Il 10 marzo 2009, dopo 9 partite in cui la squadra partenopea raccoglie appena 2 punti, viene esonerato - dopo quattro anni e 188 panchine tra campionato e coppe - e sostituito da Roberto Donadoni. Il presidente De Laurentiis, parlando della decisione di avvicendarlo, lo definisce «un amico, uno di famiglia, uno che avrà sempre la porta aperta al Napoli».

Il 18 agosto 2009 diventa allenatore dell'Hajduk Spalato subentrando ad Ivica Kalinic

Il 10 febbraio 2010, a seguito dell'esonero di Davide Ballardini, diventa allenatore della Lazio, rescindendo consensualmente il contratto con l'Hajduk Spalato.

Dopo una lunga rincorsa verso la salvezza, conquistata solo alla penultima giornata battendo in trasferta il Livorno per 2-1.

Alla sua seconda stagione, all'inizio in campionato la Lazio perde all'esordio in casa della Sampdoria per 2-0, per poi inanellare una serie di risultati positivi a partire dal turno successivo. La Lazio raggiunge il primato solitario alla sesta giornata, confermandolo al settimo e all'ottavo. In queste circostanze Reja ottiene per la Lazio anche il record di punti (22) dopo 9 giornate che non era riuscito neanche nelle due "stagioni-scudetto" della formazione romana.

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