Romano PIGATO

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Stagioni: 
1986-1987
Note biografiche: 

Romano Pigato fu presidente del Lanerossi Vicenza dal 1986 al 1987.

Romano Pigato succede a due presidenti che hanno, per così dire, lasciato il segno. Deve raccogliere una doppia eredità negativa: il passivo economico di Farina, il passivo sportivo di Maraschin. Il primo problema è stato causa di profonda divisione nel consiglio della Finvicenza al momento della elezione di Pigato. Sembra che successivamente sia intervenuta una composizione fra le correnti che fanno capo a Della Rovere ed allo stesso Pigato. Romano Pigato è un valido imprenditore, ha influenza negli ambienti bancari, non risulta contare su amicizie politiche.

Gianni Poggi, da "Sport Vicenza" del 14-09-1986

Romano Pigato, presidente della Società Sportiva Lanerossi Vicenza dallo scorso 28 agosto, non ha problemi: vuole la serie A. A dire la verità i problemi non mancano: la promozione cancellata dalla sentenza della CAF, l'immagine societaria rovinata dagli illeciti della gestione precedente, il bilancio in pesante deficit e con poche possibilità di risanamento. E, non ultima, la grave frattura nel consiglio della Finvicenza, la finanziaria che detiene il pacchetto di maggioranza della società biancorossa. Ma Pigato ha già segnato i primi punti a suo favore. Intanto la campagna abbonamenti, che quasi conferma il plafond della stagione precedente. Poi il brillante esito dell'inizio di campionato con il Vicenza tra i primi in classifica. Infine l'operazione che porta all'ingaggio di De Biasi, il mediano del Palermo arrivato in biancorosso per pochi milioni dopo la liquidazione della società siciliana. Facile a questo punto per Romano Pigato collezionare consensi. Da quello di Giovanni Zambotto, presidente dei Clubs Biancorossi ("E' la persona che tutti gli sportivi si aspettavano"), a quello di Emanuele Dalla Fontana, presidente del Circolo Ex Biancorossi ("Dei candidati alla presidenza è quello che maggiormente meritava la nomina"), a quello di capitan Mazzeni (" E' un'ottima persona, oltre che un gran tifoso del Vicenza"). Pigato accoglie con soddisfazione il favore che gli riserva la piazza e si accredita come presidente di tutti, sopra le parti. Prende le distanze da Maraschin, di cui in un primo momento aveva dichiarato di sentirsi il continuatore: "Con Dario non andavo d'accordo. Ci stavo assieme perchè il calcio mi piace e amo il Vicenza. Ma non condividevo la sua gestione". Poi lancia segnali amichevoli verso Dalla Rovere ed il suo gruppo: "Non li considero dei perdenti, anzi aspetto anche la loro collaborazione". Da buon capo valorizza i collaboratori: "Posso contare sulla esperienza di Silvio Chilò, sulla dialettica di Mario Rigo, sulla professionalità di Vaccari, sull'entusiasmo di Nardi, Spigolon, Diquigiovanni". Trasmette fiducia all'ambiente con una visione ottimistica: "I problemi, se le cose in campo vanno bene, si risolveranno sempre. E poi la situazione economica non è così drammatica come due tre anni fa". Pigato insomma non ha bisogno di fare scuola da presidente. Del resto la sua esperienza dirigenziale è quasi decennale, risale al 1977, culminata due anni da vicepresidente. Ottimista determinato, ambizioso, esplicito, questo cinquantenne industriale della ricca provincia vicentina sembra il personaggio giusto per far dimenticare che il Vicenza ha appena vissuto la pagina più triste della sua storia.

Gianni Poggi, da "Sport Vicenza" del 26-10-1986

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