Manlio SCOPIGNO - poi Cinesinho Sidney CUNHA

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Stagioni: 
1975-1976
Note biografiche: 
 

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 Manlio Scopigno

Manlio Scopigno (Paularo, 20 novembre 1925 - Rieti, 25 settembre 1993) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo terzino. È ricordato in modo particolare per aver vinto lo scudetto con il Cagliari nel 1970. 

Cresciuto a Rieti, dove si trasferisce con la famiglia dopo che il padre, Guardia Forestale, venne inviato lì, rimane sempre legato alla cittadina laziale. 

Gioca in Serie C con il Rieti nel ruolo di terzino, dimostrando uno stile di gioco diverso da quello deciso e a volte rude dei difensori del tempo. Milita poi in Serie B, nelle file della Salernitana. La sua carriera si interrompe bruscamente tre anni dopo quando, al passaggio al Napoli, è vittima di un terribile incidente (rottura dei legamenti del ginocchio, infortunio all'epoca senza rimedio) durante la sfida casalinga col Como, per ironia della sorte pochi istanti dopo aver segnato la sua unica rete in Serie A.

Iniziò ad allenare nelle serie minori, diventando poi amico dell'allenatore del Lanerossi Vicenza, Roberto Lerici, conosciuto ad un corso per allenatori. Diventato secondo dell'allenatore biancorosso, nella stagione 1961-62 Lerici è esonerato ma consiglia ai dirigenti di dare la panchina a Scopigno, il quale rimane a Vicenza fino al 1965, ottenendo due ottimi piazzamenti, un sesto ed un settimo posto, portando il Vicenza fra le migliori provinciali. 

Passato al Bologna, vive una stagione sfortunata e viene esonerato, per essere poi chiamato al Cagliari nell'estate 1966. Nonostante la conquista del sesto posto, la dirigenza preferisce sollevarlo dall'incarico, affidando la panchina ad Ettore Puricelli.

Scopigno passa quindi la stagione 1967-68 ufficialmente da disoccupato. In realtà il tecnico carnico è regolarmente stipendiato dall'Inter affinché sia disponibile alla sostituzione del bizzoso Helenio Herrera, ormai al termine della sua avventura sulla panchina nerazzurra. All'inizio della stagione 1968-69 torna alla guida del Cagliari.  

Nel giro di pochi anni guida la squadra sarda ai vertici del calcio italiano con il secondo posto nel 1969 e soprattutto con lo storico scudetto del 1970, il capolavoro della sua carriera, anche se non può sedersi in panchina per buona parte del girone di ritorno a causa di una squalifica di cinque mesi per offese ad un guardalinee. 

Dopo la conquista del titolo di Campione d'Italia resta altri due anni in Sardegna, quindi dopo un anno sabbatico viene ingaggiato dalla Roma per la stagione 1973-74, ma abbandona la panchina dopo solo sei giornate, forse dopo aver verificato di non poter reggere la pressione di una piazza molto più esigente di Cagliari. 

La stagione successiva accetta, a campionanto in corso, di subentare ad Ettore Puricelli sulla panchina del Lanerossi Vicenza coinvolto nella lotta per non retrocedere. Il campionato si conclude con la retrocessione della squadra veneta. Scopigno resta alla guida dei biancorossi anche la stagione successiva in Serie B alla ricerca di un immediato ritorno nella massima serie, ma l'esito è deludente e, complice una malattia che lo costringe a letto per mesi, Scopigno lascia la panchina con il Lanerossi in zona retrocessione (a fine stagione i veneti otterranno una sofferta salvezza). Da allora nonostante non si sia mai ufficialmente "ritirato" non viene più ingaggiato come allenatore. 

Dopo avere superato le conseguenze di un primo infarto, Scopigno scompare nel 1993, all'ospedale di Rieti, vittima di un secondo arresto cardiaco. In suo onore si gioca il torneo Memorial Scopigno, in cui si ricorda anche il fratello Loris, anch'egli sportivo e calciatore. 

Nel 2005 a Scopigno è stato intitolato lo Stadio di Rieti. 

Nello stadio Sant'Elia di Cagliari, che fu aperto subito dopo il campionato dello scudetto, è a lui dedicata la tribuna stampa.


"Cinesinho" Sidney Cunha

"Cinesinho" Sidney Cunha, mezzala sinistra di 168 cm. per 67 kg. di peso, giocò nel Palmeiras prima di arrivare in Italia nel 1962 al Modena Football Club neopromosso in Serie A dove rimase per 2 stagioni totalizzando 50 presenze e 6 reti, prima di passare al Catania nel 1964 dove segnò 2 reti in 29 gare.

Rimase in Sicilia una sola stagione passando nel 1965 alla Juventus. Fu il faro di centrocampo dei bianconeri campioni d'Italia del 1967, con le sue straordinarie doti di palleggio, la tecnica sopraffina e i piedi vellutati che gli permettevano lunghi e precisi lanci a servire gli attaccanti. In 3 campionati segnò 8 reti in 85 presenze.

Passò al Lanerossi Vicenza verso fine carriera e con i biancorossi visse una seconda giovinezza. Chiusa la carriera, ricoprì incarichi tecnici nelle file beriche, fra cui quelli di secondo allenatore e anche di allenatore della prima squadra.

La sua data di nascita è stata spesso argomento di disputa. Finché militava nel Modena, nel Catania e nella Juventus gli almanacchi riportavano la data del 28 giugno, ma dopo il suo passaggio al Lanerossi Vicenza emerse quella del 1° gennaio, data che lui stesso ha sempre confermato come sua data di nascita. L'albo degli allenatori inoltre lo registrò come nato il 13 gennaio.

Come molti altri calciatori brasiliani è conosciuto con un soprannome in luogo del suo reale nome e cognome. Il soprannome è legata al suo aspetto fisico, che con gli occhi a mandorla e il viso paffuto, unitamente ad una statura che non arriva al metro e settanta, lo fa sembrare un piccolo cinese ("cinesinho" in lingua portoghese appunto).

Nel 1995, allenando i "giovanissimi" del Modena, ha avuto fra le sue fila Luca Toni trasformandolo da centrocampista in centravanti.  
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