Antonio ROI

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Data di nascita: 
21/08/1906
Comune di nascita: 
Vicenza
Stagioni: 
1942-1944
Note biografiche: 
Nella stagione 1942-43 il marchese dott. Antonio Roi ritorna alla guida della società in qualità di Commissario straordinario e per prima cosa riconferma Piero Spinato ad allenatore. Il Vicenza a fine campionato arriverà davanti a Triestina, Venezia, Bari e Liguria, salvandosi dalla retrocessione. Nella stagione 1943-44 la guerra, che molti speravano verso il suo epilogo, diventa cruenta proprio nella pianura Padana. I campionati di Serie A e B non vengono giocati causa guerra, il Vicenza gioca così il campionato Veneto girone B a carattere assolutamente viciniore. Il girone A è vinto dal Venezia ed il Padova è al secondo posto mentre anche il Verona, secondo al Vicenza, farà parte del quartetto per la fase finale che il Vicenza non potrà disputare perchè i giocatori non si rendono più disponibili. Non si parla più di calcio durante l'estate e l'autunno del 1944 e tanto meno nell'inverno e nella primavera del 1945 perchè la situazione interna è ancor più critica.
 
 
Il march. dott. Antonio Roi nacque a Vicenza il 21/08/1906 e morì a Lugano (Svizzera) il 26/11/1960.
 
Nella lapide che ricorda il grande mecenate e nobile vicentino, march. dott. Antonio Roi vi è scritto: "Per Antonio Roi che nell'A.C. Vicenza trovò alimento alla sua passione sportiva reggendo la società dal 1928 al 1942 e guidandone l'ascesa dagli oscuri campionati minori alla massima divisione".
 
Nel 1928 le cose vanno veramente male per il calcio vicentino e bisogna proprio rifare tutto daccapo. Fortunatamente si commuove il nobile vicentino Antonio Roi, (nipote del grande romanziere vicentino Antonio Fogazzaro), che per molti anni sarà il Presidente più rappresentativo, ma anche il più grande mecenate sportivo che Vicenza ricordi; resterà alla guida del Vicenza per parecchi anni profondendo energie e capitali per una più dignitosa attività dei berici. Spesso lascia anche la Presidenza ad altri, ma fra le quinte c'è sempre lui, che incoraggia e soprattutto che "spende" e regala tutto ai colori della sua città. 
da "ACIVI LA NOBILE PROVINCIALE"
 
Fin dalla sua prima apparizione nel 1928 nelle vicende biancorosse, Roi si è adoperato con entusiastica passione sportiva per rialzare le sorti della società, guidandone l'ascesa dagli oscuri campionati minori alla massima divisione: sono anni difficili, sia a livello sportivo che economico, superati per l'intervento determinante del nobiluomo vicentino, autentico padre-mecenate di grande acume e disponibilità al servizio della squadra. Grazie al suo coriaceo interessamento, viene anche garantito incoraggiante impulso al settore giovanile con forze nuove proiettate verso la prima squadra. E' decisamente un periodo fortunato con gli inserimenti di Bruno Camolese, Elione Ellero, Alfredo Gianesello, Mariano Rossi, Renzo Pedezzi, Benvenuto Ronzani, Silla Romanzini, Piero Spinato, e il debutto dei fratelli Umberto e Romeo Menti. Presidente dal 1928 al 1931, il marchese Roi preferisce affidare poi la massima carica ad altri illustri personaggi, pur rimanendo "sostenitore" maggioritario e mantenendo una costante presenza dietro le quinte, discreta quanto sempre ugualmente efficace, dal suo castello di Montegalda. Egli ritorna in prima persona a pieno titolo durante le stagioni 1942-1943 e 1943-44, un rientro alla presidenza contrassegnato dal fiore all'occhiello della tanto sospirata promozione in Serie A, con i 21 gol di Bruno Quaresima e, oltre a lui le presenze importanti di Luigi Abeni, Osvaldo Fattori, Alfonso Santagiuliana, Valentino Foscarini, Noemo Grugnetti, Mariano Rossi, Emilio Capri, Giovanni Zanollo, Alberto Marchetti, Arduino Romoli, Angelo Bellotto, Livio Rossi, Virgilio Nicoli. Durante gli eventi bellici il castello del nobiluomo rimane a disposizione per garantire protezione durante la clandestinità di dirigenti e giocatori e il nome del marchese Roi rimane ufficialmente legato alla società come consigliere fino al 1947 e, pur non figurando in seguito in nessun documento, continua per molti anni ancora ad offrire generosa e salutare assistenza economica. Un apporto davvero incommensurabile e qualificato, una appassionata e ininterrotta dedizione ai colori biancorossi.
da "I CENTO ANNI DELLA NOBILE PROVINCIALE"
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