Paolo Rossi (calciatore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Paolo Rossi
{{{didascalia}}}
Dati biografici
Nome Paolo Rossi
Nato 23 settembre 1956
Santa Lucia
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{passaporto}}}
Morto
{{{luogo morte}}}
Altezza 174 cm
Peso 66 kg
Dati agonistici
Disciplina Calcio
Specialità {{{specialità}}}
Categoria {{{categoria}}}
Record
Ranking {{{ranking}}}º
Best ranking {{{best ranking}}}º
Ruolo Attaccante
Squadra Ritirato
Ritirato {{{Terminecarriera}}}
Carriera
Giovanili
1972-1975 Juventus
Squadre di club*  
1975-1976 Como 6 (0)
1976-1979 Lanerossi Vicenza L.R. Vicenza 94 (60)
1979-1980 Perugia 28 (13)
1980-1982 sospeso
1982-1985 Juventus 83 (24)
1985-1986 Milan 20 (2)
1986-1987 Verona 20 (4)
Tot. Serie A 215 (82)
Nazionale
1977-1986 Bandiera dell'Italia Italia 48 (20)
Carriera da allenatore
Incontri disputati

{{{rigavuota}}}

Palmarès
 Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982

{{{palmares}}}

* Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Paolo Rossi (Prato23 settembre 1956) è un ex calciatore italiano.

Attaccante tra i più famosi e dotati della storia del calcio, nel 1982 fu campione del mondo ai Mondiali di Spagna con la nazionale italiana, miglior marcatore della competizione (6 gol) e Pallone d'Oro. È l'unico calciatore, insieme a Ronaldo, ad aver raggiunto questi tre traguardi nello stesso anno. Occupa la 41° posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Il duro inizio

Paolo cresce calcisticamente nelle giovanili della Cattolica Virtus, piccola società toscana in cui approda all'età di 11 anni. A quell'età, però, il vero divertimento di Paolo è giocare con il fratello Rossano all'uliveta di Santa Lucia (Prato), a due passi da casa. Nel 1972 passa alla Juventus, ma il suo percorso nelle varie selezioni giovanili è spesso interrotto da una serie impressionante di infortuni: addirittura tre operazioni di menisco nel giro di due stagioni. Nonostante ciò il 1 maggio del 1974 esordisce in prima squadra in un match di Coppa Italia a Cesena.

Nella stagione successiva colleziona altre 2 presenze nella competizione prima di passare nel 1975 al Como. Qui però le cose non vanno granché bene: Rossi scende in campo soltanto per 6 volte nell'arco dell'intero torneo senza riuscire ad andare a segno. La svolta della carriera è però dietro l'angolo: la Juventus convince infatti il Lanerossi Vicenza, nell'estate del 1976, a prenderlo in comproprietà.

[modifica] Il Real Vicenza

Pablito in maglia Lanerossi

A Vicenza Paolo trova nel tecnico Giovan Battista Fabbri un secondo padre che gli dà fiducia e lo aiuta a crescere. L'allenatore emiliano segna una svolta nella carriera di Paolo grazie anche allo spostamento in campo da ala a centravanti. Il tutto avviene casualmente: il centravanti titolare è Sandro Vitali, ormai nella fase calante della carriera e poco disponibile ai sacrifici dei ritiri. Così "scappa" nottetempo da Rovereto, dove il Vicenza sta svolgendo la preparazione estiva, e Rossi, ala destra, viene "provato" nel ruolo di centravanti. Così dopo 2 reti estive in Coppa Italia, Paolo con la maglia numero 9 realizza 21 gol in 36 partite nel campionato di Serie B contribuendo in dose massiccia a portare i veneti nella massima serie.

Per Rossi si spalancano così le porte del grande calcio e anche della nazionale under-21. Nonostante il giocatore sia in comproprietà tra lo stesso Vicenza e la Juventus, rimane in biancorosso per disputare il suo primo vero campionato di Serie A; dopo aver segnato valanghe di gol in serie B, il giovane attaccante si ripete anche in serie A migliorando il suo score realizzativo: 24 gol in 30 presenze, diventando così capocannoniere del torneo. Grazie alle sue reti il Lanerossi Vicenza, ribattezzato quell'anno Real Vicenza raggiunge uno stupefacente secondo posto in campionato dopo aver lottato a lungo con la Juventus di Giovanni Trapattoni per lo scudetto.

[modifica] L'approdo in Nazionale e la retrocessione

Le grandi prestazioni di Rossi gli garantiscono il debutto in nazionale a Liegi contro il Belgio il 21 dicembre 1977. Il CT Enzo Bearzot lo convoca anche per il Campionato del mondo Argentina 1978 in cui la squadra raggiunge il quarto posto finale anche grazie al supporto del centravanti che realizza tre gol contro Francia, Ungheria ed Austria nelle 7 partite disputate.

Rossi quell'estate è protagonista di un clamoroso affare di mercato tra il presidente del Vicenza Giuseppe Farina e quello juventino Giampiero Boniperti: per la risoluzione della comproprietà del giocatore infatti le due società sono costrette ad andare alle buste e Farina spara una cifra astronomica al fine di tenere il giocatore: due miliardi 612 milioni per la metà. La cifra desta scandalo in Italia creando tutta una serie di contrastanti reazioni anche politiche. La conseguenza più eclatante: le dimissioni di Franco Carraro dalla Figc (ma andrà al Coni) e da un calcio impazzito (e "loco" verrà soprannominato Farina dai giornali argentini nel 1978) che valuta un giocatore oltre cinque miliardi. In realtà si tratta di un valutazione ben diversa, perché la prima metà di Rossi era stata pagata dal Vicenza soli 100 milioni. Il giocatore "intero" è costato quindi 2 miliardi e 712 milioni (e nella stagione precedente proprio la Juventus aveva acquistato Virdis dal Cagliari per due miliardi).

La stagione post-mondiale è però negativa sia per Rossi che per il Vicenza. Il campione subisce infatti un nuovo infortunio al ginocchio (colpito duro dallo stopper del Dukla di Praga, Macela, durante il match di andata di Coppa Uefa) e i suoi 15 gol non bastano a salvare la squadra da un'incredibile retrocessione in Serie B dopo il secondo posto dell'anno prima. A questo punto Farina è costretto a cedere per forza di cose il giocatore e trova un accordo per il trasferimento dello stesso al Napoli di Corrado Ferlaino. Rossi però - dopo molte vicissitudini e una trattativa in cui stranamente non entra mai nessuna delle "grandi" - rifiuta il trasferimento nel capoluogo partenopeo per il timore di eccessive pressioni e sceglie il Perugia. La formula della cessione è il prestito per due stagioni (700 milioni a stagione). Il contratto viene perfezionato a Follonica, nella tenuta di Valmora, tra il presidente D'Attoma (Elleesse) e Giussy Farina. Quest' ultimo ringrazia pubblicamente anche il Torino e la Lazio, che si erano messe a disposzione per cercare una soluzione.

[modifica] La squalifica

Paolo Rossi con la maglia del Perugia

Il Perugia rappresenta in quel periodo una delle realtà più interessanti del calcio italiano. Paolo si adatta subito nella nuova squadra segnando ben 13 gol in 28 gare di campionato.

Poi il 1º marzo 1980 scoppia il celebre scandalo del calcio italiano del 1980 noto anche con l'appellativo di calcio scommesse in cui Paolo risulta coinvolto insieme ad altri compagni del Perugia. Nonostante l'attaccante professi più volte la propria totale estraneità ai fatti viene squalificato dalla CAF per ben due anni perdendo così anche la possibilità di partecipare ai Campionati europei Italia 1980. Per Paolo è una mazzata tremenda, ma nonostante ciò continua con forza ad andare avanti convinto della propria innocenza e i tifosi anche nel periodo della squalifica lo ripagano con l'affetto di sempre. Il primo anno di squalifica lo trascorre a Vicenza, città in cui si sposa e rimarrà a vivere, allenandosi con la squadra locale.

Nella primavera del 1981 è la Juventus a dargli nuova fiducia e lo ingaggia nonostante l'anno di squalifica ancora da scontare. La pena termina nel mese di aprile del 1982 e Paolo fa in tempo a giocare le ultime tre partite di campionato con i bianconeri, realizzando anche un gol all'Udinese e a conquistare lo Scudetto, il 20° nella storia del club torinese. Alla fine come premio per le sofferenze patite ed i sacrifici compiuti arriva la convocazione del CT Enzo Bearzot per il Campionato del mondo Spagna 1982.

[modifica] Pablito Mundial

Paolo Rossi ha vinto il Pallone d'oro 1982

La convocazione di Pablito, soprannome datogli ai tempi del mondiale argentino, scatena una serie infinita di polemiche: sono in molti infatti a criticare la scelta di Bearzot di portare in Spagna Rossi, reduce da due anni di inattività, e di lasciare a casa Roberto Pruzzo, capocannoniere sia della stagione appena conclusasi che di quella precedente. Dopo le prime partite contro Polonia, Perù e Camerun in cui l'attaccante mette in mostra serie carenze atletiche e di condizione, i giornalisti si scatenano anche alla luce dei deludenti risultati della squadra, che si qualifica al turno successivo per il rotto della cuffia grazie a tre pareggi. Tutti chiedono la testa di Bearzot, c'è chi addirittura lo offende pubblicamente. Analogo trattamento viene riservato a Rossi e ad altri componenti della Nazionale tanto che i giocatori tramite il loro capitano Dino Zoff annunciano la decisione di non parlare più con i giornalisti e di chiudersi nel famoso silenzio stampa.

In questa situazione l'Italia ritrova se stessa e batte 2-1 l'Argentina campione in carica grazie ai gol di Marco Tardelli ed Antonio Cabrini. Nella partita decisiva per l'accesso in semifinale arriva l'esplosione di Rossi che realizza una fantastica tripletta contro il Brasile, gioia che lo ripaga di tutte le umiliazioni patite nei due anni precedenti. Pablito è poi ancora protagonista in semifinale con una doppietta nel 2-0 alla Polonia e in finale al Santiago Bernabéu di Madrid, dove apre le danze nel trionfo per 3-1 sulla Germania Ovest. Grazie ai gol nel Mundial conquista il titolo di capocannoniere della manifestazione e a fine anno il Pallone d'Oro.

[modifica] I successi in bianconero

La Juventus 83/84: Rossi è il primo in basso a destra.

Dopo la sbornia del mondiale spagnolo Rossi come tutta la Juventus incontra delle difficoltà nella stagione 1982-83: Pablito realizza soltanto 7 gol in campionato e la squadra bianconera costruita per vincere tutto e piena di campionissimi quali Michel Platini non va oltre due piazzamenti d'onore in Italia e in Europa. A bruciare particolarmente è la finale di Coppa dei Campioni persa ad Atene contro l'Amburgo in una partita stregata per i bianconeri; zuccherino della stagione il successo in Coppa Italia.

L'annata successiva è invece ricca di soddisfazioni: Paolo contribuisce con 13 gol alla conquista del titolo nazionale e trionfa anche in Coppa delle Coppe conquistata a Basilea contro il Porto. Nella stagione 1984-85 arrivano la Supercoppa Europea e la tragica Coppa dei Campioni dell'Heysel di Bruxelles, entrambi contro il Liverpool. In questa stagione Paolo inizia il suo declino sportivo a causa soprattutto dei problemi alle ginocchia che cominciano a tormentarlo di continuo. La Juventus alla fine della stagione lo cede al Milan di Giuseppe Farina.

[modifica] Gli ultimi gol

La stagione rossonera con Nils Liedholm in panchina non è positiva. Paolo infatti salta per infortunio le prime 10 gare di campionato e va in gol in tutto solo per 2 volte in campionato, nel derby d'andata contro l'Inter. Dopo il Mondiale del 1986 in Messico in cui viene convocato da Bearzot, ma non scende mai in campo, disputa la sua ultima stagione da professionista nell'Hellas Verona con cui realizza 4 gol in 20 partite.

[modifica] Statistiche

[modifica] Presenze e reti nei club

Stag. Squadra Camp. Pres. Reti
1975/76 Como A 6 0
1976/77 Lanerossi Vicenza L.R. Vicenza B 36 21
1977/78 Lanerossi Vicenza L.R. Vicenza A 30 24
1978/79 Lanerossi Vicenza L.R. Vicenza A 28 15
1979/80 Perugia A 28 13
1980/81 sospeso
1981/82 Juventus A 3 1
1982/83 Juventus A 23 7
1983/84 Juventus A 30 13
1984/85 Juventus A 27 3
1985/86 Milan A 20 2
1986/87 Verona A 20 4
Totale 251 103
Totale Serie A 215 82

[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale

[modifica] Palmarès

[modifica] Club

[modifica] Competizioni nazionali

Juventus: 1983/1984
Juventus: 1982/1983

[modifica] Competizioni internazionali

Juventus: 1984/1985
Juventus: 1983/84
Juventus: 1984

[modifica] Nazionale

Spagna 1982

[modifica] Individuale

1976/1977
1977/1978
  • Capocannoniere della Coppa dei Campioni: 1
1982/1983
  • Capocannoniere ai Mondiali di calcio: 1
1982
1982

[modifica] Curiosità

  • Nel 2002 ha pubblicato la sua autobiografia intitolata Ho fatto piangere il Brasile.
  • È oggi opinionista televisivo per la TV satellitare Sky Italia.
  • È stato candidato alle elezioni europee per il partito di Alleanza Nazionale.
  • A Vicenza, dove vive, gestisce un'agenzia immobiliare insieme all'ex compagno di squadra Giancarlo Salvi.
  • Paolo Rossi viene citato nella canzone di Antonello Venditti Giulio Cesare contenuta nel CD Da San Siro a Samarcanda del 1992.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni