Vicenza Calcio

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Vicenza Calcio
Calcio
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
FA Cup Detentore della FA Cup
Lanerossi, La nobile provinciale, Lane, Berici, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: bianco-rossi
Inno: Inno Biancorosso
Bruno Conte
Dati societari
Città: Vicenza
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie B
Fondazione: 1902
Presidente: Sergio Cassingena
Allenatore: Angelo Gregucci
Stadio: Romeo Menti
(16.012 posti)
Sito web: www.calcio.vicenza.com
Palmarès
Trofei nazionali: 1 Coppe Italia
1 Coppe Italia Serie C
Trofei internazionali:
« Non avrei mai creduto che una squadra di provincia potesse giocare al calcio come giocò il Lanerossi Vicenza »

Il Vicenza Calcio, già Lanerossi Vicenza e ACIVI Associazione del Calcio in Vicenza, è la maggiore società calcistica di Vicenza. Fondata nel 1902, attualmente milita in Serie B.

È fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A, 30, di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975. Fra i migliori piazzamenti della squadra ci sono la finalissima del 1911 e il titolo di vice-campione d'Italia del 1978, la Coppa Italia del 1997, il raggiungimento della semifinale della Coppa delle Coppe del 1998.

Il Vicenza ha inoltre lanciato nel mondo del calcio due campioni che hanno vinto il Pallone d'Oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio.

Indice

[modifica] La Storia

[modifica] I primi anni

Il Vicenza calcio è nato nel 1902. In particolare la stesura dello statuto, atto di fondazione della società, venne iniziata il 9 marzo. Per quasi un decennio la squadra, denominata allora Associazione del Calcio in Vicenza, disputò solo tornei di carattere minore, senza mai partecipare al campionato nazionale, distinguendosi comunque e prevalendo sulle rivali in vari campionati regionali.

L'esordio ufficiale risale al campionato 1910-11: l'Acivi (come venne chiamato il Vicenza per i primi cinquant'anni, dall'acronimo della denominazione ufficiale) inaugurò il 12 febbraio 1911 il nuovo campo di Borgo Casale con una larga vittoria sul Bologna e a marzo terminò a punteggio pieno il girone Veneto-Emiliano, qualificandosi per la finale per il titolo. Tuttavia dovette soccombere, sia in trasferta che in casa, alla Pro Vercelli nei suoi anni d'oro.

Negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale prese parte in più occasioni alle finali nazionali dell'Italia settentrionale, che si disputavano in un girone fra le vincenti dei gruppi regionali. Il Vicenza incontrò così varie volte il Bologna, la Juventus, il Milan, l'Inter, affermandosi fra le migliori squadre italiane.
Tuttavia a quegli anni risale un record negativo tuttora imbattuto: il 10 gennaio 1915, a Milano, i biancorossi incassarono addirittura 16 reti contro l'Inter. Riguardo a tale risultato qualcuno insinuò che i biancorossi avessero fatto baldoria la notte precedente la partita e fossero scesi in campo ancora "frastornati".

[modifica] Il periodo nero

A interrompere l'età dell'oro vicentina venne la Prima Guerra Mondiale, che costrinse la società a chiudere i battenti e molti giocatori a partire per il fronte. Ancor oggi, una lapide all'interno dello stadio Romeo Menti, ricorda i caduti biancorossi di entrambi i conflitti mondiali.

Alla ripresa dei campionati, nel 1919-20, il Vicenza gareggiò nella Prima Categoria divisa in vari gironi regionali. Nel 1921-22 si aggregò allo scisma delle grandi squadre, andando a disputare il campionato della C.C.I.: terminò ultimo nel girone A e doveva retrocedere in Seconda Divisione. All'attuazione del Compromesso Colombo affrontò lo spareggio di qualificazione che perse contro il Derthona lasciando così la massima divisione nazionale. Addirittura l'anno successivo fu retrocesso nuovamente, in Terza Divisione Veneta, ma subito dopo tornò in Seconda. Impreparato di fronte alle trasformazioni che avviavano il calcio italiano verso il professionismo, si fece travolgere dalle varie ristrutturazioni dei tornei, fino a ritrovarsi nel 1929 ad essere precipitato al quarto livello della piramide calcistica nazionale.

[modifica] La riscossa verso la Serie B

Gli anni '30 furono gli anni della riscossa biancorossa, dopo un decennio da dimenticare. Nel 1932-33 venne promossa in Serie B, dove la squadra rimase per due stagioni (venendo ripescata la prima…), per poi provare più e più volte la nuova promozione fra i cadetti.

Dal 1935-36 al 1939-40 fu dunque in Serie C. In quel periodo i biancorossi sfornano talenti del calibro dei fratelli Umberto e soprattutto Romeo Menti, capitan "Neno" Rossi, Bruno Camolese, Luigi Chiodi, Giovanni Costa, mentre s'avviava sul viale del tramonto la stella di Piero Spinato, il più grande bomber biancorosso di tutti i tempi.

Nel 1939-40 arrivò la promozione in B con un netto vantaggio sulla seconda. Alle finali per la promozione, il Vicenza si vide costretto a rinunciare ai due portieri di prima squadra, chiamati sotto le armi, e schierò il sedicenne Antonio Bisson: ma anche questo inconveniente non compromise il risultato positivo. L'8 settembre 1935 era stato intanto inaugurato il nuovo stadio lungo il Bacchiglione, abbandonando definitivamente il campo di Borgo Casale. Nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Saroksar esordì l'appena sedicenne Romeo Menti.

[modifica] L'approdo in Serie A

All'inizio degli anni '40 il Vicenza conquistò la massima divisione nazionale, grazie anche ad una linea mediana passata alla storia come una delle migliori dell'epoca e formata da Osvaldo Fattori (poi all'Inter), Alfonso Santagiuliana (che giocò anche nel Grande Torino) e lo sfortunato Luigi Abeni, la cui carriera fu stroncata dalla malattia.

Il primo campionato di Serie A si concluse con una storica salvezza, conquistata all'ultima giornata sconfiggendo per ben 6-2 la Juventus a Torino nel giorno di Pasqua del 1943. Dopo l'8 settembre partecipò al girone Veneto del campionato di Guerra del 1944, rinunciando però alle finali nazionali.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Vicenza tornò a giocare in Serie A, dopo il campionato misto del 1946. Nel 1947, tornato il campionato a girone unico, il Vicenza conquistò un sorprendente quinto posto, tuttavia seguito alla retrocessione l'anno seguente all'ultimo posto (che rimane l'unica volta nella storia biancorossa che il Vicenza ha chiuso il campionato da fanalino di coda).

Nel 1949 il Vicenza sfiorò l'immediato ritorno in A, sfumato per un solo punto. Seguirono poi alcuni campionati di Serie B conclusi a metà classifica, caratterizzati tuttavia da crescenti problemi economici.

[modifica] L'avvento del Lanerossi e il ventennio d'oro

Per approfondire, vedi la voce Lanerossi Vicenza.
Luis Vinicio in maglia Lanerossi.
Il logo della squadra dal 1953 al 1990

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Nell'estate 1953 accadde un evento che cambierà la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi, fondata nel XIX secolo da Alessandro Rossi. Non si tratta del primo caso di sponsorizzazione in Italia (anche se siamo molto vicini a ciò), ma di una vera e propria acquisizione, per cui la società calcistica divenne una costola dell'azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo (la mitica R) sulle maglie (il nome di aziende sarà permesso solo negli anni '80).

L'iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò in Serie A. Ai fasti della prima squadra si aggiunsero quelli della formazione primavera, che proprio nel 1954-55 conquistò il prestigioso torneo di Viareggio, facendo bis l'anno dopo, quando la prima squadra conquistò una sorprendente salvezza con un nono posto. Dalla squadra del Viareggio uscirono giocatori del calibro di Azeglio Vicini, Sergio Campana, Renzo Cappellaro, Mario David, Mirko Pavinato, Luigi Menti e molti altri che in seguito vestirono la maglia biancorossa in Serie A.

A cavallo fra i due decenni il Vicenza conquistò salvezze più o meno tranquille e piazzamenti ragguardevoli, come due settimi posti consecutivi, e nel 1960-61 l'allenatore Roberto Lerici (già giocatore biancorosso degli anni '50, vinse il premio del Seminatore d'oro come miglior allenatore stagionale. Il Lanerossi mantenne le sue caratteristiche di provinciale, attenta ai bilanci, che valorizza i giovani, siano prodotti dal vivaio o provenienti da altre squadre, mantenendo un nucleo forte di giocatori sempre più "bandiere", accogliendo di tanto in tanto grandi giocatori a fine carriera. Eppure cominciò ad essere guardato con rispetto dalle grandi squadre. Nel 1962 arrivò il centravanti brasiliano trentenne Luis Vinicio, ex Napoli e Bologna, che diede ulteriore lustro alla squadra, conquistando il sesto posto nel 1963-64. Nel suo anno di grazia, il 1965-66, nel quale conquistò la classifica cannoniere con 25 reti (si dovranno aspettare 26 anni perché un giocatore di Serie A segni tanto: sarà Marco van Basten nel 1991-92), il Lanerossi giunse quinto.

A grandi risultati seguono però anni in cui la salvezza era risicata, spesso all'ultima giornata. Eppure vestirono la maglia biancorossa giocatori del calibro di Giuseppe Damiani, Sergio Gori, Sidney Cunha Cinesinho, Giorgio Biasiolo, Mario Maraschi, Paride Tumburus, Angelo Benedicto Sormani mentre Giulio Savoini appese le scarpe al chiodo, con il record di presenze in campionato di tutti i tempi per un biancorosso. Fra le salvezze risicate rimase leggendaria quella del 1972-73, in cui il Lanerossi sembrava ormai spacciato, ma con nelle ultime tre giornate riuscì a risalire la china fino ad uno spareggo con l'Atalanta, sconfitta su autogol. Tuttavia la fortuna abbandonò il Lanerossi nel 1975, quando al ventesimo campionato consecutivo di Serie A, retrocesse in Serie B.

[modifica] Il Real Vicenza

Per approfondire, vedi la voce Real Vicenza.
Paolo Rossi, stella del Real Vicenza

Dopo un'opaca stagione 1975-76 in cui rischiò addirittura di retrocedere il Serie C, il Lanerossi si presentò con poche speranze a quella 1976-77. Tuttavia il nuovo tecnico, Giovan Battista Fabbri ebbe una intuizione: trasformò il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti. Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente, grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la diga di Mario Guidetti a centrocampo, l'inarrestabile Roberto Filippi.

Solo la Juventus poté fare meglio: tuttavia, se si escludono le prime cinque giornate, i biancorossi conquistarono più punti di tutti, nonché la simpatia di tutta Italia. Caddero sotto i colpi del micidiale attacco biancorosso, il migliore della stagione con 50 reti, squadre del calibro di Napoli (4 a 1 al S. Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma, Bologna…

Paolo Rossi divenne il nuovo fenomeno del calcio italiano, a dicembre 1977 fu convocato in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere surclassando tutti gli altri attaccanti italiani con le sue 24 reti, un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre. A fine stagione venne convocato per i mondiali argentini, dove diventerà Pablito, segnando anche 3 reti e mettendosi in ulteriore luce.

L'estate 1978 fu il momento delle celebri buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2.612 milioni contro gli appena 700 offerti dai bianconeri.

[modifica] Il nuovo declino

L'operazione Rossi portò un notevole sforzo finanziario per la casse biancorosse, e i grandi progetti di Farina finirono nel peggiore dei modi. Il Lanerossi incappò in un'annata balorda, quella che sembrava una tranquilla salvezza fu compromessa in modo incredibile arrivando ad una retrocessione che nessuno avrebbe pronosticato. A nulla valsero le 15 reti di Rossi, che a fine stagione lasciò l'amata Vicenza per andare a Perugia in prestito.

Amaro fu anche l'esordio in Coppa UEFA contro il Dukla Praga. Sconfitto nella gara di andata in Cecoslovacchia il Lanerossi si trovò al ritorno privo di Rossi infortunato. Non andò oltre l'1-1 nella partita di ritorno sbagliando con Callioni un rigore potenzialmente decisivo. Il Vicenza uscì così già al primo turno. Il Lanerossi si ritrovò in Serie B e, due anni dopo, addirittura in C1. Furono gli anni fra i più neri della storia del Vicenza, tuttavia sempre seguito da un numero considerevoli di tifosi. Magra consolazione fu la conquista della Coppa Italia di Serie C del 1981-82, ottenuta dopo un lungo torneo e la duplice sfida col Campobasso, che terminò ai supplementari.

In quel periodo Farina lasciò la società a Dario Maraschin, che diede l'avvio alla nuova riscossa grazie all'operato di Bruno Giorgi e ai gol del maladense Toto Rondon e della giovane stella Roberto Baggio. Nel 1984-85 il Vicenza tornò in Serie B grazie allo spareggio con il Piacenza e l'anno dopo arrivò terzo. I festeggiamenti biancorossi durarono però poco, in quanto la C.A.F. annullò la promozione nella massima divisione per un nuovo scandalo scommesse.

Il colpo fu forte, tanto che si ritornò in Serie C1. Il Lanerossi rischiò di retrocedere addirittura in Serie C2, ma si salvò due volte in modo molto fortunoso, la prima per un rigore alquanto dubbio all'ultimo minuto dell'ultima di campionato e la seconda allo spareggio col Prato.

[modifica] Da Ulivieri a Guidolin

Nell'estate 1990 la società cambiò nome dando l'addio al Lanerossi e alla sua R: la società rilevata l'anno prima da Pieraldo Dalle Carbonare, divenne Vicenza Calcio. L'inizio non fu dei migliori, ma presto Renzo Ulivieri, dopo un'ulteriore stagione di assestamento, portò il Vicenza in Serie B. Nel 1993-94 l'allenatore toscano, pur senza grandi attaccanti, riuscì a salvare il Vicenza con un gioco corale che sarà la caratteristica di tutto quel periodo della società berica. Anche il suo successore, Francesco Guidolin, adottò una strategia volta a mettere in risalto le doti del gruppo e l'azione di tutta la squadra più che quella dei singoli giocatori.

Con il nucleo forte della squadra proveniente dalla C, cioè il portiere Sterchele, il capitano Lopez, il terzino D'Ignazio, il mediano Domenico Di Carlo, il centrocampista Viviani e il piccolo ma veloce Gasparini, nel 1994-95 la squadra di Guidolin sorprese tutti con la promozione in Serie A grazie anche all'apporto deciso nel girone di ritorno di Roberto Murgita. Il centravanti genovese esplose letteralmente con l'anno nuovo e realizzò 17 reti in 19 partite, rendendo inarrestabile la marcia del Vicenza verso la massima serie.

[modifica] Gli anni d'oro di Guidolin

La formazione del Vicenza al suo ritorno in A nel 1995-1996.

Rafforzata dall'arrivo di alcuni giovani e di tre stranieri come Joachim Björklund e gli uruguaiani Marcelo Otero e Gustavo Mendez, la matricola Vicenza sorprese tutti per il suo gioco, capace di mettere in crisi anche grandi squadre. La salvezza fu conquistata facilmente con un nono posto a fine stagione.

Addirittura meglio l'anno successivo, quello della consacrazione: dopo aver conquistato per qualche giorno il primo posto nel novembre 1996, il Vicenza superò una dopo l'altra le sue avversarie in Coppa Italia. Nei quarti fu il Milan di Baggio a dover lasciare il passo a Lopez e compagni, in semifinale il Bologna e infine si arrivò alla finale col Napoli. All'andata al San Paolo i biancorossi cedettero per 1-0, ma al ritorno, il 29 maggio 1997 Maini pareggiò subito i conti. Si arrivò ai supplementari e fu Maurizio Rossi ad entrare nella storia del Vicenza segnando un gol a due minuti dalla fine, seguito due minuti più tardi dal 3 a 0 di Iannuzzi, e ad assegnare al Vicenza il più importante trofeo della sua storia.

Nel 1997-98, dopo l'ottavo posto dell'anno prima, il Vicenza si salvò senza patemi, ma si lasciò un po' andare in campionato, mentre in Coppa delle Coppe arrivò in semifinale col Chelsea FC dopo numerosi successi grazie ai gol del suo bomber Pasquale Luiso, alla fine capocannoniere della manifestazione. Dopo la vittoria all'andata con i blues, (1-0 marcatura di Lamberto Zauli) al ritorno a Londra i biancorossi incapparono in una serata negativa (3 a 1 per il Chelsea) quando ormai la finale sembrava sicura.

[modifica] Periodo recente

Vicenza vs Albinoleffe disputata il 19 dicembre 2006, in questa partita il Vicenza perde per 1-0.

L'anno successivo corrisponde ad una retrocessione con una seguente promozione con vittoria del campionato di Serie B grazie ad un ottimo attacco in cui si distinguono Gianni Comandini, poi ceduto al Milan, il solito Pasquale Luiso e il giovane Christian Bucchi. Dura solo un anno e poi il Vicenza torna a disputare anonimi campionati di Serie B, arrivando a perdere lo spareggio salvezza con la Triestina nella stagione 2004-05 (1-2 e 0-2). Tuttavia la squadra rimase nella serie cadetta, poiché il Genoa fu declassato all'ultimo posto in classifica a causa di un illecito sportivo. Nel dicembre 2004 avviene un'importante svolta, con il ritorno della società in mano di imprenditori locali, e la nomina a presidente di Sergio Cassingena, a seguito dell'acquisto del pacchetto azionario dalla società inglese ENIC, mai particolarmente amata dalla tifoseria.

Inoltre, durante la sosta natalizia del 2005, un dramma scuote la compagine vicentina. Un incidente stradale coinvolge l'attaccante Julio Gonzales, che per le conseguenze subisce l'amputazione di un braccio e deve abbandonare forzatamente il calcio giocato. La squadra ha ottenuto la salvezza e la permanenza nel campionato di Serie B per la stagione successiva.

La stagione 2006-2007 porta come prima novità un ritorno all'antico: sulla maglia torna la "R" simbolo della Lanerossi. Alla quinta giornata viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, per aver collezionato nelle prime cinque giornate quattro sconfitte e un pareggio, e al suo posto viene nominato un allenatore emergente Angelo Gregucci: dopo una partenza in salita, la squadra ritrova la vittoria e inanella un successo dopo l'altro, scongiurando a metà campionato lo spettro della retrocessione. Un brutto finale di campionato porta la squadra a lottare per evitare i play out retrocessione, trovando la salvezza all'ultima giornata, ottenuta grazie alla vittoria sul Crotone con un gol di Gabriele Paonessa a pochi minuti dal termine.

Il mercato estivo è caratterizzato da una vera e propria rivoluzione della rosa, attuata per cercare di migliorare il piazzamento della stagione precedente.

Nel dicembre 2007 Sergio Cassingena rassegna le sue dimissioni dalla carica di presidente per problemi di salute, rimanendo comunque all'interno del CdA. Il 4 dicembre 2007 la società nomina l'avvocato Gian Luigi Polato, stretto collaboratore dello stesso Cassingena, nuovo presidente del Vicenza Calcio. Nel mercato di riparazione di gennaio viene acquistato dall'Atalanta Riccardo Zampagna, attaccante in cui vengono riposte le maggiori speranze di salvezza della squadra.

La stagione 2007/2008, per il Vicenza, si chiude alla penultima giornata di campionato quando riesce ad agguantare anticipatamente la salvezza battendo allo Stadio Menti il Ravenna per 1 a 0. (Zampagna). Il mercato estivo porta alla cessione, tra glia altri, di Riccardo Zampagna all'emergente Sassuolo, cessione non certo voluta dal giocatore ma dalla società. Vengono tuttavia acquistate individualità di sicuro spessore quali Marco Zanchi dal Messina e Saša Bjelanović dal Torino.

[modifica] Rosa 2008/2009

Portieri
14 Bandiera dell'Italia Marco Fortin
1 Bandiera dell'Italia Alberto Frison
22 Bandiera dell'Ungheria Attila Trepak
Difensori
80 Bandiera dell'Italia Simone Calori
28 Bandiera dell'Italia Augustin Corral Pinero
5 Bandiera dell'Italia Valerio Di Cesare
3 Bandiera del Montenegro Ivan Fatic
6 Bandiera dell'Italia Valerio Foglio
13 Bandiera dell'Italia Nicholas Giani
21 Bandiera dell'Italia Daniele Martinelli
16 Bandiera dell'Italia Massimo Volta
4 Bandiera dell'Italia Marco Zanchi
Centrocampisti
8 Bandiera dell'Italia Antonino Bernardini
77 Bandiera dell'Italia Stefano Botta
20 Bandiera dell'Italia Davide Bottone
19 Bandiera dell'Argentina Nicolas Gorobsov
25 Bandiera dell'Italia Piermario Morosini
7 Bandiera dell'Italia Cristian Raimondi
24 Bandiera dell'Italia Nicola Rigoni
18 Bandiera dell'Italia Gianpietro Perrulli
Attaccanti
11 Bandiera della Croazia Sasa Bjelanovic
30 Bandiera dell'Italia Andrea Capone
9 Bandiera dell'Italia Davis Curiale
89 Bandiera del Marocco Oussama Essabr
29 Bandiera dell'Italia Massimo Margiotta
15 Bandiera dell'Italia Mattia Minesso
32 Bandiera dell'Italia Matteo Serafini
10 Bandiera dell'Italia Alessandro Sgrigna
Allenatore
Bandiera dell'Italia Angelo Gregucci


[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Vicenza Calcio
  • 1902 - Il 9 marzo viene fondata l'Associazione del Calcio in Vicenza
  • 1903 - 1° nel Campionato provinciale scolastico
  • 1904 - 1° nel Campionato veneto di Terza Categoria
  • 1905 - 1° nel Campionato veneto di Terza Categoria
  • 1906 - 1° nel Campionato veneto di Terza Categoria
  • 1907 - 1° nel Campionato veneto di Terza Categoria
  • 1908 - 1° nel Campionato veneto di Terza Categoria
  • 1909 - 2° alle eliminatorie Venete del campionato della F.G.N.I.
  • 1910 - 1° nel Campionato Veneto di Seconda Categoria FIGC, è ammesso in Prima Categoria
  • 1910-11 - Campione del Veneto; perde la finalissima nazionale contro la Pro Vercelli
  • 1911-12 - 2° nel Girone Eliminatorio Veneto-Emiliano
  • 1912-13 - Campione del Veneto vincendo lo spareggio col Verona; 5° nel Girone Finale Nazionale
  • 1913-14 - Campione del Veneto; 5° nel Girone Finale Nazionale
  • 1914-15 - Campione del Veneto; 3° nel Girone Semifinale Nazionale D
  • 1915-1919 - Sospende ogni attività per l'esposizione in prima linea del territorio berico sul fronte della Prima guerra mondiale
  • 1919-20 - 4° nel Girone Eliminatorio Veneto
  • 1920-21 - 3° nel Girone Eliminatorio Veneto B; secessiona aderendo alla C.C.I.
  • 1921-22 - 12° nel Girone A di Prima Divisione C.C.I.: retrocesso in Seconda Divisione come confermato nella sfida col Derthona
  • 1922-23 - 7° nel Girone E di Seconda Divisione perdendo lo spareggio contro il Grion Pola: retrocesso in Terza Divisione.
  • 1923-24 - 1° nel Girone C di Terza Divisione Veneta vincendo lo spareggio con la Pro Gorizia: promosso in Seconda Divisione
  • 1924-25 - 1° nel Girone D di Seconda Divisione vincendo gli spareggi contro Udinese e Olympia Fiume: squalificato per gli irregolari tesseramenti degli ungheresi Horváth e Molnár, e relegato all'ultimo posto con conseguente retrocessione, addiviene ad un compromesso con la FIGC che lo reintegra in organico in sovrannumero
  • 1925-26 - 9° nel Girone D di Seconda Divisione: retrocesso nella categoria inferiore
  • 1926-27 - 3° nel Girone C del neocostituito Direttorio Divisioni Inferiori Nord
  • 1927-28 - 10° nel Girone E del Direttorio Divisioni Inferiori Nord. Retrocesso nella categoria inferiore, viene mantenuto nel Direttorio di cui è deliberato il declassamento di livello. Si fonde con il Circolo Cotonificio Rossi di Vicenza e diventa Associazione Calcio Vicenza
  • 1928-29 - 3° nel Girone E del declassato Direttorio Nord
  • 1929-30 - 1° nel Girone Veneto del Direttorio Nord: promosso nella categoria superiore
  • 1930-31 - 3° nel Girone A di Prima Divisione Interregionale, la C dell'epoca
  • 1931-32 - 7° nel Girone A di Prima Divisione Interregionale
  • 1932-33 - 2° nel Girone Finale C di Prima Divisione Interregionale: ammesso in Serie B d'ufficio per allargamento dei quadri della cadetteria. Cambia denominazione in Associazione Fascista Calcio Vicenza
  • 1933-34 - 11° nel Girone B di Serie B perdendo gli spareggi in cui si salva il Verona. Ripescato per ulteriore allargamento dei quadri
  • 1934-35 - 11° nel Girone A di Serie B: retrocesso in Serie C
  • 1935-36 - 2° nel Girone A di Serie C
  • 1936-37 - 9° nel Girone A di Serie C
  • 1937-38 - 2° nel Girone A di Serie C
  • 1938-39 - 3° nel Girone Eliminatorio A di Serie C
  • 1939-40 - 1° nel Girone Finale B di Serie C: promosso in Serie B
  • 1940-41 - 6° in Serie B
  • 1941-42 - 2° in Serie B: promosso in Serie A
  • 1942-43 - 12° in Serie A
  • 1943-44 - 1° nel girone B del Torneo Misto organizzato dal Direttorio III Zona Veneto: rinuncia alle finali
  • 1944-45 - Inattivo. Alla ripresa dell'attività ufficiale cambia denominazione in Associazione Calcio Vicenza
  • 1945-46 - 11° nel Campionato Misto Serie A e B dell'Alta Italia
  • 1946-47 - 5° in Serie A
  • 1947-48 - 20° in Serie A: retrocesso in Serie B
  • 1948-49 - 3° in Serie B
  • 1949-50 - 13° in Serie B

[modifica] Il Vicenza in Europa

[modifica] Coppa UEFA 1979

Per approfondire, vedi la voce Coppa Uefa 1979.

Primo turno: Lanerossi Vicenza Bandiera dell'Italia - Bandiera della Repubblica Ceca Dukla Praga

Il Vicenza, alla prima esperienza europea, non è testa di serie e pesca un sorteggio non certo facile: il Dukla Praga. Dopo sei minuti il Vicenza è già sotto di un gol, ma la serata di grazia di Ernesto Galli evita un passivo maggiore. Paolo Rossi è messo ko da Macela: pur terminando l'incontro dovrà saltare il match di ritorno per una distorsione al ginocchio. All'arrivo in aereporto di Praga Luciano Marangon, con l'intento di scherzare un po', apre una porta con scritto "Vietato entrare" ed è fermato dalla polizia e portato in commissariato. Solo l'intervento del presidentissimo Farina evita conseguenze più gravi.

Nella gara di ritorno al Menti, giocata sotto una pioggia insistente, è il giovane Massimo Briaschi a riportare il doppio confronto in parità. Dopo una traversa di Guidetti nel primo tempo, il Vicenza subisce il gol dai cecoslovacchi da una punizione dalla distanza deviata da Rosselli. Guidetti guadagna un rigore, ma lascia l'incarico a Callioni che sbaglia: finisce così la prima avventura europa del Vicenza.

1
0
Nehoda
 
Dukla Praga
Vicenza
Stromsik; Barmoš, Flata, Macela, Samek; Vízek, Pelc, Štambachr, Prott; Nehoda, Gajdusek
Galli; Callioni, Marangon, Prestanti, Stefanello; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Rossi P.
1
1
Briaschi M.
Gajdusek
Vicenza
Dukla Praga
Galli; Callioni, Marangon (Mocellin), Presanti, Miani; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Briaschi M. (Zanone)
Stromsik; Barmoš, Flata, Macela, Samek; Vízek (Bilsky), Pelc, Štambachr, Prott; Nehoda, Gajdusek

[modifica] Coppa delle Coppe 1998

Per approfondire, vedi la voce Coppa delle Coppe 1997-1998.

Primo turno: Vicenza Bandiera dell'Italia - Bandiera della Polonia Legia Varsavia

La seconda avventura europea del Vicenza inizia a Varsavia, in Polonia, contro il Legia. L'emozione del debutto dura solo 10 minuti quando Luiso incorna il primo gol su assist di Di Napoli; i polacchi reagiscono e cercano il pari dapprima con Sokołowski poi con Kacprzak, ma vengono beffati da Ambrosetti, che di destro infila a fil di montante il portiere polacco in uscita. Nella ripresa i biancorossi amministrano il doppio vantaggio, anche se in contropiedie Ambrosetti, Beghetto e Luiso hanno ancora la possibilità di chiudere l'incontro.

Nel primo tempo, forte del risultato dell'andata, gli uomini di Guidolin tengono in pugno la gara, sfiorando il gol a più riprese. Ad inizio ripresa, il Legia passa in vantaggio con Kacprzak, e tenta di ribaltare la qualificazione con le ripetute incursioni di Karwan e Sokołowski. Il Vicenza però replica colpo su colpo con Zauli e Beghetto, ed infine è proprio Beghetto a rimediare il risultato, all'87'.

2
0
Luiso, Ambrosetti
 
Vicenza
Legia Varsavia
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Di Napoli
Szamotulski; Skrzypek (Kupiec), Zieliński, Bednarz; Czykier, Czereszewski, Magiera (Włodarczyk), Solnica (Sazonowicz), Kacprzak; Zeigbo, Sokołowski I
1
1
Kacprzak
Beghetto
Legia Varsavia
Vicenza
Szamotulski; Kupiec (Solnica), Zieliński, Bednarz; Czereszewski, Magiera, Czykier, Sokołowski I, Kacprzak; Karwan, Staniek
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Beghetto; Mendez (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Ambrosini); Luiso, Di Napoli (Zauli)


Secondo turno: Vicenza Bandiera dell'Italia - Bandiera dell'Ucraina Šakhtar Donec'k

Il secondo turno vede impegnata la squadra berica con lo Šakhtar Donec'k, seconda forza del campionato ucraino. Sotto il diluvio, dopo nemmeno un minuto (39 secondi per l'esattezza) Luiso sfruttando un rimpallo favorevole porta in vantaggio i biancorossi. Gli ucraini subiscono il colpo, e la squadra di Guidolin potrebbe raddoppiare, dapprima con Viviani che però trova il piede del portiere, poi con Schenardi con un gran tiro da 40 metri, e infine con Luiso che da due passi spara alto. Il 2-0 arriva solo nella ripresa con Beghetto che in contropiede non fallisce il rasoterra. Al 62' gli uomini allenati da Yaremvhenko accorciano con Zubov che, dentro l'area, segna da destra con un potente diagonale. Lo Šakhtar sfrutta il momento favorevole e va vicino al pareggio in un paio di occasioni, ma si scopre e al 93' ancora Luiso, sfruttando un errore della difesa avversaria, chiude il risultato sul punteggio di 1-3.

Il ritorno, nuovamente sotto la pioggia, è inizialmente equilibrato con tentativi di Orbu e Viviani, poi in un minuto, al 16', gli ucraini hanno tre buone occasioni, ma Brivio respinge. Scampato il pericolo, al 24', il Vicenza passa con Luiso, di testa, ben servito da Ambrosetti. Il primo tempo si chiude con un palo di Kriventsov. Nella ripresa i biancorossi attaccano senza convinzione e subiscono al 59' la rete di Atelkin, che pare riaprire le sorti della partita, ma al 70' Viviani approfitta di una corta respinta del portiere per infilare a porta vuota.

1
3
Zubov
Luiso (2), Beghetto
Šakhtar Donec'k
Vicenza
Šutkov; Zhabchenko, Koval, Leonov, Babiy (Yaksmanitski); Zubov, Kovalyov, Kriventsov, Seleznov (Shelgev), Orbu; Potskhveria
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Beghetto, Ambrosini; Luiso
2
1
Luiso, Viviani
Atelkin
Vicenza
Šakhtar Donec'k
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosini, Ambrosetti (Mendez); Luiso (Di Napoli)
Šutkov; Leonov; Starostiak, Koval (Yaksmanitski), Zhabchenko (Potskhbrtia); Zubov, Kovalyov, Kriventsov (Spivak), Seleznov, Orbu; Atelkin


Quarti di finale: Vicenza Bandiera dell'Italia - Bandiera dei Paesi Bassi Roda J.C.

Nei quarti il Vicenza incontra il Roda, formazione di Kerkrade e di seconda fascia nella